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Il Mediterraneo continua a restituire cadaveri a largo di Pantelleria. Potrebbero far parte dei mille dispersi per il ciclone Harry
Oggi la Guardia costiera ha recuperato tre corpi. Si sommano agli altri tre individuati nei giorni scorsi. L'ong Mediterranea invoca una missione di ricerca
Il mar Mediterraneo continua a restituire cadaveri tra Pantelleria e le coste trapanesi. Negli ultimi giorni a largo dell'isola sono stati recuperati tre corpi in evidente stato di decomposizione. Si sommano agli altri due trovati lo scorso 12 febbraio. Mentre un sesto cadavere è stato avvistato ieri a largo di Marsala.
La Guardia costiera e i carabinieri di Pantelleria hanno compiuto il recupero dei tre corpi in tre distinte operazioni tra venerdì 13 febbraio e domenica 15. Difficile provare a identificarli, troppo il tempo trascorso in acqua. Stessa dinamica per i due cadaveri ritrovati a 22 miglia nautiche dall'isola lo scorso 10 febbraio, distanti circa un miglio l'uno dall'altro. Ieri infine un altro corpo con addosso un giubbotto salvagente è stato individuato a largo del lungomare Sud di Marsala. La Procura di Trapani ha aperto un'indagine.
Non ci sono conferme, ma il ripetersi dei ritrovamenti potrebbe essere legato a quanto successo nel Mediterraneo nei giorni del Ciclone Harry, che non ha colpito solo il Sud dell'Italia, ma anche il Nord Africa e il Canale di Sicilia. Secondo le testimonianze e le ricostruzioni raccolte dall'associazione Refugees Libya e rilanciata da diverse ong in Europa, sarebbero circa mille le persone disperse nel Mediterraneo tra il 19 e il 21 gennaio.
«Fino ad ora - ha denunciato Mediterranea Saving Humans, ong italiana impegnata nel soccorso in mare - la sorte delle oltre mille persone che si teme siano morte rimane sconosciuta perché le autorità italiane, tunisine e maltesi hanno deliberatamente ignorato e rifiutato di avviare una missione completa di ricerca e recupero».

