Maltempo
Alberi, ville e cimiteri le ferite ancora aperte dopo il ciclone Ulrike
Decine di uomini per la messa sicurezza e l’assessore Minutoli annuncia: «Ipotizziamo di chiedere lo stato di calamità»
Una decina di squadre di pronto intervento ancora attive sul territorio e una città che tenta di tornare alla normalità. Il ciclone Ulrike ha lasciato ferite profonde in particolare in ville comunali e cimiteri, a tutt’oggi sorvegliati speciali. I danni più ingenti all’interno del Gran Camposanto, ancora chiuso, dove allo stato attuale si registrano diverse criticità. Sono una decina gli alberi venuti giù nella sola area della Palmara, in cui sono tra l’altro diverse le piante che presentano inclinazioni tali da richiedere un’attenta valutazione della stabilità. Particolarmente critica risulta la situazione in prossimità dell’ingresso di San Cosimo Basso, dove l’impianto di rilancio idraulico verso il serbatoio di monte è stato compromesso dal crollo di due cipressi, mentre un terzo presenta una significativa inclinazione.
«In totale - spiega l’assessore alla protezione civile e ai servizi cimiteriali Massimo Minutoli – sono almeno una ventina gli alberi secolari che sono venuti giù, danneggiando fortemente tutto quello che hanno trovato sulla loro traiettoria. In questo momento stiamo lavorando per liberare gli spazi, poi procederemo alla messa in sicurezza e alla valutazione reale dei danni, che restano ingenti».
A restare danneggiate a causa dei crolli anche tombe e cappelle private. «Ipotizziamo – conclude Minutoli – di chiedere lo stato di calamità». Situazione analoga anche al cimitero di Santa Margherita dove sono sei i cipressi abbattuti e due quelli in condizioni di imminente cedimento. Sotto stretto monitoraggio anche le ville cittadine. «In questo momento – spiega la presidente di Messina Servizi, Mariagrazia Interdonato – sono sei le squadre di pronto intervento attive su tutto il territorio cittadino. Stiamo provvedendo a liberare le strade là dove erano caduti gli alberi e a mettere in sicurezza invece quelli che hanno subito dei danni. Da giorni lavoriamo incessantemente all’interno delle ville comunali e dei cimiteri. La necessità – precisa Interdonato – è quella di procedere ad una verifica puntuale di tutte le alberature rimaste in piedi per scongiurare eventuali situazioni di pericolo e schianti improvvisi, come avvenuto a Villa Mazzini».
E il ciclone Ulrike ha sollevato anche il caso della carenza di organico tra i Vigili del Fuoco. A lanciare l’allarme il segretario generale della Fns Cisl Messina, Lillo Pagano, e il segretario generale della Cisl Messina, Antonino Alibrandi.
«C’è un pesante sottodimensionamento degli organici – scrivono – una carenza strutturale che, nei momenti di crisi, rende estremamente difficile garantire risposte tempestive a tutte le richieste di soccorso e costringe il personale in servizio a turni massacranti, operando sotto pressione costante in un contesto di forte tensione emotiva legata alle difficoltà vissute dai cittadini».