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Amministrazione

Palermo, la modifica dell'addizionale Irpef slitta al 15 aprile: l'assessore Alaimo punta sul recupero del disavanzo

La denuncia dell'opposizione: ritardi e contraddizioni

17 Febbraio 2026, 10:02

Palermo, la modifica dell'addizionale Irpef slitta al 15 aprile: l'assessore Alaimo punta sul recupero del disavanzo

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Termine che slitta al 15 aprile per la modifica dell’Accordo Stato-città sul punto dell’aumento dell’addizionale Irpef. La rivendicazione dei risultati di riduzione del disavanzo come argomento decisivo con il Ministero dell’Economia. Tutto nella nota diffusa dall’assessore al Bilancio Brigida Alaimo, che non si ferma qui. Arriva anche il plauso al settore Tributi: «Determinante anche il contributo dell’area Entrate, che attraverso un’intensa attività di lotta all’evasione ha garantito un gettito significativo, recuperato da evasori totali e parziali»: inciso che segue di qualche ora la notizia, documentata da La Sicilia, dei quasi 13 milioni di gettito in più dell’Imu rispetto alle previsioni, oltre alla tassa di soggiorno che ha pure andamenti ottimi.

C’è chi ci vede un segno di disgelo dell’amministrazione, almeno da parte dell’assessore di riferimento, verso il settore guidato da Maria Mandalà, la capo area in odore di trasferimento, come ventilato nelle ultime settimane, coinvolta nella sanguinosa “guerra dei tributi” con la direzione generale da mesi in aspra contrapposizione alla dirigenza. Certamente, sui trasferimenti dopo il riassetto dirigenziale già deliberato in giunta, nulla di ufficiale è ancora scritto.

Dunque, Alaimo “ritocca” il termine del 28 febbraio più volte evocato dal sindaco Roberto Lagalla facendo appello al fresco «comma 650 della legge 30 dicembre del 2025». E rifiuta il termine «salasso»: «Vorrei rassicurare tutti, compresa l’opposizione, che così non sarà.» Poi la professione di fiducia sulla modifica dell’Accordo, visti «i risultati sul recupero del disavanzo, ben oltre quelli pianificati». Non è dato sapere con certezza assoluta se siano queste le «importanti novità» annunciate da Lagalla per bocca del presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo nella seduta del 12 febbraio, con la proposta di delibera già in aula per l’aumento. Ma l’assessore è chiara: «Evitare l’aumento» si può.

Per Mariangela Di Gangi, consigliera Pd, si tratta di «dichiarazioni tardive», soprattutto in contrasto con gli atti prodotti dalla stessa amministrazione. Il salasso non è un’invenzione delle opposizioni, ma il contenuto di una proposta di deliberazione presentata al Consiglio, che prevedeva l’incremento, peraltro proprio a sua firma. Ancora, è stato Lagalla con una direttiva del 31 dicembre 2025, a chiedere di dare attuazione alla misura indicando come soluzione l’aumento. Atti che configurano una scelta, non un automatismo né un passaggio obbligato. L’amministrazione si è fatta trovare impreparata, sul fronte di una tempestiva modifica dell’Accordo con lo Stato e su un piano alternativo.