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Aspra, disposto lo sgombero di dodici famiglie dopo il crollo di un solaio: «Via in 90 giorni, lasciati senza alternative»

Il complesso di Villaggio del Pescatore senza manutenzione da oltre 25 anni

17 Febbraio 2026, 10:53

Aspra, disposto lo sgombero di dodici famiglie dopo il crollo di un solaio: «Via in 90 giorni, lasciati senza alternative»

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Un crollo annunciato e che si poteva evitare. Il sindaco di Bagheria, Filippo Tripoli ha emesso un' ordinanza di sgombero in via precauzionale per tutti i residenti del Villaggio del Pescatore di Aspra a seguito del crollo avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso. Il solaio del secondo piano di una palazzina è venuto giù e l’intera area è stata dichiarata inagibile, con dodici famiglie che hanno ricevuto un’ordinanza di sgombero.

I proprietari dell’appartamento in cui è avvenuto il cedimento non erano in casa al momento del crollo. Una storia nella storia. L'appartamento era stato acquistato nel 2023 da una coppia di Berlino che intendeva ristrutturarlo per trasferirvisi. Quello che doveva essere un ritiro mediterraneo si è rivelato una trappola: rimuovendo un controsoffitto in cartone erano emerse travi di ferro spezzate e corrose dalla salsedine. Il cartone celava un collasso strutturale già in atto. Per la coppia l’impatto finanziario di aver acquistato un immobile dichiarato inagibile pochi mesi dopo l'atto fu devastante.

Il provvedimento di sgombero adesso colpisce tutta l’area, venti alloggi, dieci privati e dieci di proprietà della Regione, gestiti dallo Iacp. Dodici erano abitati da famiglie oggi sospese nel nulla, mentre otto risultavano sfitti. Questa evacuazione è l’epilogo di una situazione nota da anni. Il 23 agosto 2023 Gesualdo Vanella si salvò per miracolo, fuggendo dopo aver udito gli scricchiolii del solaio. I rilievi dei Vigili del fuoco certificarono criticità profonde: l'intero complesso non riceveva manutenzione seria da oltre venticinque anni.

Dopo il crollo l'assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò aveva convocato una riunione urgente cui era seguito un sopralluogo congiunto tra Iacp e genio civile. Vennero decise misure temporanee di "somma urgenza", nello specifico la rimozione e trasporto a discarica dei detriti generati dal crollo, la demolizione delle parti ancora pericolanti per evitare ulteriori cedimenti immediati e l’approntamento di opere provvisionali, cioè l'installazione di puntelli e ponteggi per sostenere le strutture. Nessun consolidamento strutturale profondo e integrale dell'area, quindi.

La Regione stanziò 152.769 euro, affidando allo Iacp i lavori di messa in sicurezza.

Le famiglie adesso, con un atto di sgombero tra le mani, sono preoccupete. Il documento impone un termine perentorio di novanta giorni per l'abbandono, ma è chiaro che viste le condizioni strutturali del borgo rimanere ancora lì è rischioso. «Nella mia casa – racconta Ylenia che vive con la sua famiglia tra cui due bambini – nonostante gli atti ufficiali citino meticolosi sopralluoghi tecnici, nessun esperto è mai entrato a verificare le condizioni dell’alloggio prima di questo provvedimento. Non sappiamo dove andare e non vogliamo andare via senza la garanzia di riavere la nostra casa e di non perdere il diritto all’alloggio».

Il sindaco di Bagheria ribadisce che «il Comune non intende abbandonare nessuno, stiamo facedo quello che ci compete e faremo il possibile per l’assistenza di tutti, ma chiedo alla Regione di fare la propria parte con urgenza». La soluzione prospettata dal neo presidente Iacp Francesco Riggio probabilmente non è quella che gli sfollati avrebbero voluto sentire ma è l’unica nelle disponibilità dell’Istituto: «Abbiamo segnalato al Comune gli alloggi liberi, ma a Bagheria ce n’è soltanto uno. Gli altri sono in comuni limitrofi, quasi tutti nelle Madonie». Riggio sottolinea inoltre che lo Iacp può intervenire sugli alloggi del Villaggio, solo con fondi autorizzati dalla Regione che ne è proprietaria. Tutto è rimandato all'incontro tecnico di mercoledì mattina e al quale è stato invitato anche l’assessore Aricò. Abbiamo provato a raggiungerlo telefonicamente ma senza esito.