17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:34
×

Blitz "Barcellona Express/Farfalla"

Coltivavano marijuana in Spagna da "piazzare" a Catania, ecco chi sono i siciliani arrestati: il "Vicks" per mascherare l'odore dell'erba

Le carte dell'operazione internazionale condotta dalla guardia di finanza etnea, dal Scico e dalla polizia spagnola

17 Febbraio 2026, 18:44

22:50

Coltivavano marijuana in Spagna da "piazzare" a Catania,  ecco chi sono i siciliani arrestati: il "Vicks" per smascherare l'odore dell'erba

Seguici su

 

Non è la prima volta che c'è un ponte di collegamento del narcotraffico fra la Spagna e la Sicilia. Ma forse è la prima volta che un catanese decida di trasferirsi nella penisola iberica per "creare" un'impresa agricola di produzione di marijuana da rivendere nelle piazze dell'isola. Ma qualcosa è andato storto. Perché il Gico della Guardia di Finanza di Catania - gruppo del Nucleo Pef - ha captato una conversazione che ha fatto partire le indagini culminate con l'operazione internazionale "Barcellona Express/Farfalla" che ha portato all'arresto di 12 persone, fra cui 7 ai domiciliari a Catania. Il gip Fabio Di Giacomo Barbagallo ha emesso un'ordinanza nei confronti di Alessandro Cammarata, Andrea Di Bella, Dino Leocata, Giuseppe Leocata, Carlo Neri, Rosetta Scorza e Salvatore Storniolo. 

Ecco da dove parte l'inchiesta 

È il nome "Sandro" a far drizzare le orecchie agli investigatori del Gico due anni fa. Sandro, che poi è stato identificato in Alessandro Cammarata - considerato il vertice operativo del gruppo di narcotrafficanti -  è stato "ascoltato" mentre stava organizzando il trasferimento «dalla penisola iberica in Italia» di  «un carico costituito da un quantitativo non meglio precisato dì sostanza stupefacente» a bordo della nave-traghetto Barcellona-Civitavecchia. I finanzieri attraverso la «lista passeggeri» - ma per la tratta dal porto laziale fino allo scalo spagnolo - hanno individuato la macchina «sulla quale stavano viaggiando tali "Sandro" e "Peppe" (Leocata, ndr)». Il primo, cugino del capo-narcos,  è deceduto nel corso delle indagini per cause naturali. I due, secondo gli investigatori, sarebbero «stati incaricati del trasporto di una ingente somma di denaro raccolta per la compravendita dello stupefacente» che avrebbero dovuto consegnare a Cammarata.  I due viaggiavano su una Bmw, dotata di un doppiofondo per trasportare i contanti, che veniva "immortalata" dalle telecamere di Villa San Giovanni, dopo lo sbarco dallo Stretto di Messina. Grazie alle intercettazioni, i militari del Gico sono riusciti a ricostruire i movimenti dei corrieri fino alla residenza spagnola di Cammarata a Palma de Cervello, Pallejà, Baix Llobregat, Barcelona. 

I ruoli del gruppo di narcos

Cammarata, 46enne, avrebbe gestito grazie all'aiuto  di spagnoli e della compagna Rosetta Scorza, sia la produzione «in proprio di marijuana all’interno di immobili nella sua disponibilità che l’approvvigionamento dello stupefacente da fornitori terzi», e sarebbe riuscito a organizzare i canali di vendita all’ingrosso e al dettaglio «per il rifornimento delle piazze di spaccio della Sicilia orientale». L'indagato è stato arrestato di recente in flagranza in Spagna per possesso di marijuana ed è stato destinatario della misura del divieto di espatrio. Ma poi è stato arrestato a Catania dove era arrivato in maniera irregolare qualche giorno prima dell'emissione del provvedimento. 

Salvatore Storniolo sarebbe stato il finanziatore dell’attività criminale del gruppo. Dalle intercettazioni emergono conversazioni dove si parla di somme importanti: fino a «200.000 euro». Fra gli arrestati ci sono i fratelli Leocata che avevano un ruolo operativo nel sodalizio, così come Di Bella. Invece Carlo Neri pur essendo non organico al gruppo criminale avrebbe dato supporto «per la gestione del trasporto di ingenti partite di droga attraverso una società a lui riconducibile, attiva nel commercio internazionale di generi alimentari». 

Il "Vicks" per mascherare l'odore di "erba"

I Cammarata-boys avrebbero utilizzato una strategia per depistare il fiuto dei cani antidroga. Per «mascherarne l'odore durante le operazioni di trasporto transnazionale, gli indagati avrebbero infatti utilizzato il "Vicks" (il noto farmaco per combattere la congestione nasale). Seguendo le indicazioni del siciliano trapianto a Barcellona, si effettuava «un doppio
imbustamento per impedire la fuoriuscita di odori ed il suddetto prodotto chimico veniva inserito tra le due buste di plastica, come riscontrato». Un riscontro concreto è arrivato dal sequestro di diversi chili di marijuana, eseguito lo scorso luglio, trasportati da uno spagnolo e una colombiana sulla barca a vela "La Bullosa". L'imbarcazione è stata fermata vicino alle isole Eolie. E in quell'occasione i finanziari accertarono «la presenza del "Vìcks" tra le buste termosaldate contenenti la marijuana».

Ma ci sono anche delle conversazioni captate su questo metodo di depistaggio: «Poi se la imparano tutti questa cosa del Vicks, si ci deve mettere nella seconda busta», diceva Cammarata. E ancora: «Sono chiusi, sigillati. Ho messo dentro tutte cose con il Vicks». 

I beni sequestrati

Il gip ha anche emesso un provvedimento, parallelo, sulle richieste di misure reali. Il sequestro  stato accolto per due moto Honda, un'altra motocicletta, l'abitazione unifamiliare di Cammarata sita in Corbera De Llobregat (Spagna), e infine una Jeep Renegade nera.

Gli indagati 

Sono 11 gli indagati che risultano dalle carte dell'inchiesta. Ci sono anche  Jonathan Oliva Franch e Ruth Oliva Franch due spagnoli che coadiuvavano Cammarata nel curare le serre di marjuana indoor. Gli altri due indagati che non sono stati raggiunti da misura sono Salvatore Andrea De Luca e Angelo Occhipinti.