19 febbraio 2026 - Aggiornato alle 02:12
×

Caltanissetta

Stragi del 1992, chiesto il rinvio a giudizio del pentito catanese Avola: è accusato di calunnia

L'ex sicario dei Santapaola ha puntato il dito su alcuni dei boss storici della cupola di Cosa nostra etnea

17 Febbraio 2026, 21:42

il pentito Maurizio Avola

Seguici su

 Il collaboratore di giustizia Maurizio Avola, ex sicario del clan Santapaola-Ercolano di Catania, è indagato di calunnia e auto-calunnia a Caltanissetta. Le dichiarazioni che hanno fatto scattare le accuse sono quelle che riguardano le stragi di Capaci e via D'Amelio a Palermo.

Il pentito ha riferito ai pm di aver partecipato attivamente, assieme al vicecapo di Cosa nostra catanese Aldo Ercolano (all'ergastolo per l'omicidio, fra gli altri, del giornalista Pippo Fava), al suo ex referente Marcello D'Agata e al portavoce degli appalti Eugenio Galea, agli attentati che hanno portato alla morte il 23 maggio 1992 del giudice Giovanni Falcone con la moglie e la scorta e il 19 luglio 1992 dello stesso anno a quella del magistrato Paolo Borsellino con gli agenti chiamati a proteggerlo.

Galea è l'unico dei tre su cui ha puntato il dito l'ex killer che è al momento a piede libero. Inoltre Galea è indagato a Reggio Calabria per il delitto del giudice Scopelliti. Indagine, anche questa, nata dalle rivelazioni di Avola.

I pm nisseni, in particolare il pool che lavora sulle indagini sulle Stragi con il visto del procuratore De Luca e dell'aggiunto Pacifico, hanno già depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Avola. Il 19 marzo ci sarà l'udienza preliminare davanti al gup David Salvucci.