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Il raggiro del “falso maresciallo”: incastrato truffatore, scatta il divieto di dimora per un catanese
Così il falso militare ha ingannato una donna ad Agrigento: come difendersi
Nuovo colpo alla criminalità specializzata nelle truffe ai danni di soggetti vulnerabili. La Polizia di Stato di Agrigento ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un uomo originario della provincia di Catania, ritenuto responsabile di una truffa aggravata commessa con la tecnica, purtroppo sempre più diffusa, del "falso carabiniere".
Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Agrigento su richiesta della Procura della Repubblica, impone all'indagato il divieto di dimora in tutto il territorio provinciale, con l'esplicita prescrizione di non farvi rientro.
La dinamica: il raggiro del "falso maresciallo"
L’operazione nasce dall'efficace attività investigativa della Squadra Mobile, sezione Reati contro il Patrimonio. Secondo quanto ricostruito dagli agenti a seguito della denuncia della vittima, il truffatore avrebbe agito con la complicità di un minore.
Il modus operandi ricalca un copione consolidato ma estremamente insidioso:
1. Il contatto telefonico: L'uomo ha chiamato la vittima qualificandosi come Maresciallo dei Carabinieri.
2. L'inganno: Attraverso raggiri, ha convinto la donna di essere rimasta coinvolta, a sua insaputa, in una rapina.
3. Il prelievo dei beni: Sfruttando lo stato di agitazione della vittima, i due si sono presentati presso la sua abitazione e, con il pretesto di dover effettuare "accertamenti" tecnici, si sono fatti consegnare tutti i monili in oro custoditi in casa.
Difesa dei più deboli e prevenzione
L’intervento della Squadra Mobile sottolinea l'attenzione costante delle Forze dell'Ordine verso i reati predatori che colpiscono le fasce più fragili della popolazione. Queste truffe non sottraggono solo beni materiali, ma colpiscono profondamente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
È fondamentale ricordare che le autorità non richiedono mai pagamenti in contanti o preziosi per lo svolgimento di indagini ufficiali. La Polizia di Stato ribadisce l'importanza di segnalare immediatamente al 112 o al 113 ogni telefonata sospetta che faccia riferimento a incidenti o problemi legali di congiunti.