Tragedia sfiorata
Incendio in cella del blocco 10: gli agenti salvano un detenuto
Fiamme e caos nella casa circondariale di Caltagirone: la polizia penitenziaria evita il peggio
Un pomeriggio di alta tensione quello vissuto all’interno della casa circondariale di Caltagirone, dove un incendio è divampato in una cella del blocco 10. A darne notizia, attraverso una nota ufficiale, è la segreteria provinciale dell’Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria), ricostruendo la dinamica di un evento che avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.
Le fiamme sarebbero state appiccate da un detenuto attualmente sottoposto a isolamento sanitario, apparso in forte stato di agitazione per motivi personali. Solo il tempestivo intervento del personale di polizia penitenziaria ha evitato il peggio: gli agenti, dopo aver forzato l’ingresso della camera, hanno tratto in salvo il recluso che si era barricato nel bagno, scortandolo in infermeria. Contemporaneamente, è stata avviata l’evacuazione precauzionale degli altri detenuti del piano, messi in sicurezza nei locali passeggi.
L’operazione di soccorso è stata resa ancor più complessa dalle intemperanze di un altro ristretto, andato in escandescenza durante le fasi concitate dell'evacuazione. Nonostante il fumo denso avesse ridotto drasticamente la visibilità nella sezione, il preposto di turno e il coordinatore della sorveglianza sono riusciti a domare il rogo utilizzando gli estintori in dotazione. Due agenti, rimasti intossicati dai fumi nonostante l'uso dei dispositivi di protezione, sono stati trasportati al Pronto Soccorso e dimessi con una prognosi di due giorni. «L’episodio - sottolinea l’Uspp di Catania - dimostra come la professionalità e il senso del dovere della polizia penitenziaria siano baluardi essenziali in contesti segnati da gravi fragilità personali dei detenuti. La lucidità dimostrata dal preposto di turno e dal personale intervenuto è stata determinante per garantire la tutela di tutti».
Il sindacato ha dunque rivolto un appello formale alla direzione dell’istituto e all’amministrazione penitenziaria affinché venga avviato l’iter per il riconoscimento di una ricompensa al merito per gli operatori coinvolti: «Un segnale doveroso verso chi, con coraggio, ha agito a rischio della propria incolumità per la sicurezza della struttura».