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S. Giovanni La Punta

Portoni “mutilati”, impazzano i furti di ottone: residenti allarmati

A San Giovanni la Punta, ondata di furti notturni di maniglie in ottone rivendute come rottami: residenti spaventati e porte danneggiate

18 Febbraio 2026, 20:00

Portoni “mutilati”, impazzano i furti di ottone: residenti allarmati

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Non sono gioielli, non sono contanti, eppure spariscono nel cuore della notte lasciando i residenti nello sconforto e nell'insicurezza.

Negli ultimi giorni, una bizzarra quanto inquietante ondata di furti sta colpendo le abitazioni private della zona. Il bersaglio sono le maniglie e i pomoli in ottone dei portoni d'ingresso. Quello che inizialmente sembrava un atto vandalico isolato si è rivelato un fenomeno sistematico.

Decine di famiglie, al risveglio, hanno trovato una brutta sorpresa: la porta di casa “mutilata”, con i segni evidenti della forzatura dove un tempo splendeva l'ottone. I ladri agiscono con una precisione chirurgica. Approfittando dell'oscurità e del silenzio notturno, utilizzano semplici attrezzi (cacciaviti o piccole leve) per svitare o scardinare i componenti in metallo. Il tutto avviene in pochi secondi, spesso mentre i proprietari dormono a pochi metri di distanza, ignari di quanto sta accadendo dall'altra parte del battente.

«È una sensazione terribile», racconta un residente di via Roma. «Sapere che qualcuno ha armeggiato sulla tua porta mentre eri in casa ti fa sentire vulnerabile. Non è per il valore economico della maniglia in sé, ma per la violazione della nostra intimità». Il motivo dietro questo “sciacallaggio dei portoni” è puramente economico. L'ottone è una lega composta principalmente da rame e zinco; con l'aumento dei prezzi delle materie prime sul mercato nero, questi componenti diventano facili prede da rivendere ai ricettatori di rottami metallici. Sebbene il guadagno per il singolo pezzo sia di pochi euro, per i malviventi si tratta di un bottino facile, a basso rischio e difficile da tracciare. L'aspetto più preoccupante non è il danno materiale, ma il clima di tensione che si è generato nei quartieri colpiti. La paura che il furto della maniglia sia solo un “sopralluogo” per colpi più ingenti all'interno delle case.