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Il caso

Asp di Catania, c'è una data per il concorso "infinito": candidati convocati due mesi dopo il rinvio della prova scritta

I quaranta posti da collaboratore amministrativo a tempo indeterminato potrebbero, finalmente, essere più vicini all'assegnazione. L'Azienda sanitaria provinciale ha comunicato il nuovo appuntamento

19 Febbraio 2026, 06:00

ASP CATANIA

Asp di Catania

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La nuova data è il 27 febbraio. Per il concorso per 40 collaboratori amministrativi professionali a tempo indeterminato all’Asp di Catania, alla fine, è arrivata l’ora X. Il momento, cioè, in cui il concorso infinito dovrà svolgersi, dopo un’attesa durata sei anni. E, soprattutto, dopo un differimento dell’ultimo minuto, a dicembre: con la prova scritta - nella sede del Cefpas di Caltanissetta - fissata per le 9 del 5 dicembre, e una pec della commissione d’esame che, nel pomeriggio del 4, annunciava la necessità di spostare l’esame a data da destinarsi.

Il concorso dell’Azienda sanitaria provinciale è indetto il 22 luglio 2020, in piena pandemia da Covid-19, e prevedeva una procedura ordinaria. Che ci mette poco a essere messa in soffitta, per fare spazio invece a procedure urgenti. Così il concorso, nonostante le tremila persone candidate, viene sospeso. Fino al 2025, quando viene rispolverato dalle sue stesse ceneri e riportato in vita. Riaprendo, però, i termini di partecipazione e aggiungendo una premialità possibile per chi «abbia maturato almeno sei mesi (di lavoro, ndr) durante il periodo dell’emergenza». Ad aprile 2025, quando scadono i termini, le istanze di partecipazione complessive sono 5.236. Cioè 1.716 domande in aggiunta alle 3.520 arrivate nel 2020.

Il bando prevede una prova preselettiva per operare una prima scrematura dei candidati, portandoli a 800. Ma non c’è nemmeno bisogno di farla perché a volere andare avanti con la procedura sono solo 681 candidati e candidate. Tutti gli altri, l’87 per cento del totale delle istanze di partecipazione, rinunciano prima. Si arriva così a dicembre 2025. Il 3 del mese, l’Asp approva una delibera che ha per scopo quello di rendere ancora più impermeabili da eventuali condizionamenti tutte le procedure che portano all’assunzione del personale. «La fase di elaborazione e custodia delle tracce concorsuali costituisce un momento di massima esposizione al rischio di fuga di informazioni e interferenze indebite», si legge nel documento.

La delibera firmata dal direttore generale dell’Asp prevede due modalità possibili di creazione dei testi: una, che «necessita ancora di approfondimento tecnico», riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale per l’elaborazione delle tracce; l’altra, «immediatamente attuabile nelle procedure selettive in corso e di futura programmazione», prevede invece che la commissione «riunita in sala protetta, priva di dispositivi personali e con verbale di apertura», elabori almeno «10 tracce per materia», durante l’accoglienza dei candidati. Per poi procedere con un triplo sorteggio. Si tratta delle cosiddette procedure Jit, cioè «just in time», da espletarsi la mattina stessa della prova.

Di fronte a questa innovazione, la commissione esaminatrice del concorso, il 4 dicembre, decide di rinviare tutto. Con una pec dall’oggetto «Differimento prova scritta» che arriva ai candidati 12 ore prima dello svolgimento di una prova che alcuni attendevano da anni. Le chat di gruppo esplodono di persone che, chiuse in stanze di b&b e alberghi nisseni, stavano portando avanti un ripasso dell’ultimo minuto prima della prova scritta e che apprendono di dovere tornare a casa senza poterla sostenere.

Nessuno ha saputo niente per settimane finché, nei giorni scorsi, un nuovo avviso annuncia l’aggiornamento della data, fissandola per il 27 febbraio. Vengono, inoltre, riaperti i termini di prenotazione per la partecipazione alla prova. Cioè: chi si era candidato alla preselettiva (superandola d’ufficio, poiché c’erano meno candidati che posti), ma non si era prenotato per la prova del 5 dicembre, può prenotarsi adesso per la prova del 27 febbraio. Che candidati e candidate sperano, stavolta, di potere affrontare.