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Viabilità

La nuova pista ciclabile di Catania sarà fatta in corso dei Martiri: al via i lavori, dureranno per un mese

Sarà attivo il divieto di sosta con rimozione coatta per permettere le operazioni di cantiere. Il progetto esecutivo porta la data di giugno 2025

19 Febbraio 2026, 07:10

La nuova pista ciclabile di Catania sarà fatta in corso dei Martiri: al via i lavori, dureranno per un mese

Corso dei Martiri, la nuova pista ciclabile sarà realizzata sul lato destro

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Una nuova pista ciclabile verrà realizzata in città, parliamo del tratto dalla Stazione centrale (piazza Giovanni XXIII) a piazza della Repubblica per cui si prevedono lavori della durata di un mese a partire da martedì prossimo, 24 febbraio, al 24 marzo. Si tratta del lato destro andando dalla Stazione a piazza Repubblica ed è pur facile prevedere ennesime lamentele poiché su quell’arteria ormai ogni giorno parcheggiano centinaia di macchine, soprattutto perché priva di strisce blu e dunque praticamente gratis a due passi dal centro.

Ad anticipare il “mese di passione”, è l’ordinanza dell’Ufficio traffico urbano del 17 febbraio, pubblicata nella sezione Atti amministrativi del sito web del Comune e che specifica il “divieto di sosta con rimozione coatta per tutti i veicoli in corso Martiri della Libertà lato sud da via Monsignor Ventimiglia a piazza Papa Giovanni XXIII”. Verranno garantite due corsie di marcia, la larghezza della strada lo consente, per realizzare la “corsia ciclabile bidirezionale ricavata direttamente dalla carreggiata”, come si legge nel progetto esecutivo di giugno 2025. Che prosegue: “Si prevede la scarifica di 8 centimetri di pavimentazione stradale per una larghezza di quattro metri e il rifacimento della stessa con uno strato di binder e uno strato di usura analoghi a quelli esistenti. La separazione con la sede stradale sarà garantita da cordolo spartitraffico in gomma di larghezza non inferiore a 50 centimetri, con ripristino del marciapiede e dei muri in affiancamento alla pista”.

Dunque, mentre ancora impazzano le polemiche sulle piste ciclabili realizzate prima in via Santa Sofia e di recente in viale Africa, l’amministrazione comunale sta comunque andando avanti. Non solo perché i fondi del Pnrr hanno scadenza a giugno di quest’anno, ma per completare il piano complessivo di piste ciclabili che, visto a tratti, ha poco di comprensibile perfino alle latitudini del Consiglio comunale, figuriamoci per i cittadini.

In realtà si tratta dell’intervento denominato “Lavori per la realizzazione di itinerari ciclabili di collegamento delle sedi universitarie con i nodi di interscambio della città” e che ha visto un primo stralcio con la pista che congiunge la stazione Cibali della metropolitana e la Cittadella universitaria, più comunemente chiamata “di via Santa Sofia”, lungo tre chilometri, il secondo stralcio dalla stazione ferroviaria Picanello al Polo universitario di Economia lungo quattro chilometri e il terzo, tredici chilometri di lunghezza, che include la pista in viale Africa, prevede un’isola in piazza Galatea, prosegue fino a piazza Giovanni XXIII e da qui a corso Martiri della Libertà. Nel progetto esecutivo viene inserita una porzione di pista in via VI Aprile che si prevede realizzata sul Passiatore e verrà resa percorribile attraverso una rampa di acciaio. L’ultimo tratto del tracciato è situato su via Vittorio Emanuele II, che collega piazza Martiri della Libertà con piazza Duomo.

Nel frattempo, come detto, non si placano le polemiche sugli altri tratti di ciclabile realizzati, e in particolare su via Santa Sofia. Che, ricordiamo, riguarda anche il tratto sotto la circonvallazione e dalla stazione Cibali. L’ennesima invettiva in proposito era stata lanciata martedì sera in Consiglio comunale da Andrea Barresi (Lega) definendola «porcheria»: «Proprio in questi giorni - ha ricordato - un’ambulanza era rimasta impelagata per 12 minuti nel traffico. Il problema è corretto porlo anche per quel che riguarda la salute dei nostri concittadini, un mezzo di soccorso non si può bloccare perché abbiamo realizzato una pista ciclabile sulla strada. La responsabilità ai posteri, ma quel che accade in quel pezzo di città è fuori dalla grazia del Signore».