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gli echi politici

In casa Forza Italia si pensa già al post Mancuso dopo il terremoto giudiziario

La legge Severino adesso spalanca le porte a Cirrone Cipolla, la prima dei non eletti nel 2022

19 Febbraio 2026, 09:04

In casa Forza Italia si pensa già al post Mancuso dopo il terremoto giudiziario

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È un terremoto politico quello che si è verificato in Forza Italia nissena con riverberi diretti ed indiretti sulla politica provinciale. L’arresto di Michele Mancuso, “padre-padrone” di Forza Italia nel Nisseno, crea una voragine alla guida degli azzurri nisseni. Il deputato e coordinatore provinciale gestiva tutto lui e non aveva nominato ancora un vice coordinatore. Era sul punto di nominarlo prima della bufera giudiziaria che lo ha travolto, anche perché si aspettava nei primi mesi del 2026 una sua nomina nella Giunta Schifani che lo avrebbe tenuto più lontano dalla gestione del partito.

Ora gli azzurri nisseni, orfani del loro leader, si aspettano dai vertici nazionali e regionali la nomina di un commissario per ripartire ed anche per “accompagnare” il partito nisseno al congresso regionale previsto per il mese di aprile.

Intanto il primo effetto concreto dell’arresto di Michele Mancuso è la staffetta all’Ars con la niscemese Rosetta Cirrone Cipolla, prima dei non eletti nel 2022 in Forza Italia con 4.500 voti, la metà di quelli di Mancuso. Era stato proprio il leader forzista a volerla in lista, strappandola al Pd, partito nel quale la Cirrone aveva militato, con un’adesione in pompa magna nel luglio 2022 e le foto con l’allora segretario regionale Gianfranco Miccichè. La Cirrone era stata appena eletta consigliere comunale e ci fu il debutto alle Regionali, sostenuta dal fratello Alfonso, direttore sanitario del Vittorio Emanuele di Gela.

Rosetta Cirrone Cipolla, in virtù dell’articolo 8 della legge Severino, potrà occupare lo scranno di Mancuso fintanto che sul deputato è efficace la misura cautelare degli arresti domiciliari. Se questa dovesse essere annullata dal Riesame, Mancuso riavrebbe il suo posto a sala d’Ercole. La procedura per la surroga parte da una comunicazione della misura applicata da parte della cancelleria del tribunale di Caltanissetta, o della segreteria del pubblico ministero. Questa comunicazione viene inviata al presidente del Consiglio dei ministri che, sentiti il ministro per gli Affari regionali e il ministro dell’Interno, adotta il provvedimento che accerta la sospensione. L’Ars ne prende atto e avvia l’iter per l’ingresso del sostituto, cioè di Rosetta Cirrone Cipolla.

In Forza Italia intanto il commento più frequente ieri è “che nulla sarà più come prima”. E si aprono già le “danze” per la leadership provinciale ma anche per occupare ghiotti tasselli vuoti. In teoria sono tre: la candidatura alle Regionali con il posto che era di Mancuso, quella alla Camera e al Senato dove nelle ultime competizioni il partito calò dall’alto due donne del Nord, la senatrice Craxi e l’on. Brambilla, creando mal di pancia ai nisseni che avrebbero preferito un candidato locale. Cosa che in tanti sperano avvenga alle prossime Politiche considerato l’alto numero di tesserati in provincia, con una delle percentuali più elevate in Sicilia.

Boom di tessere soprattutto a Gela, la città più popolosa del Nisseno, dove il deputato - coordinatore aveva uno zoccolo duro di fedelissimi. Ma a Gela gli azzurri non temono ripercussioni.

«Sono stato eletto durante un regolare congresso - dice il coordinatore Enzo Cirignotta - il partito gelese ha la sua guida e si va avanti. La vicenda che coinvolge Mancuso ci crea amarezza ma si va avanti con l’azione politica. C’è tutto il tempo per prepararci bene alle prossime Amministrative».