20 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:04
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Il caso

Sea Watch, Morosini; "Reazioni frutto del clima di tensione che sta maturando col referendum"

Il presidente del Tribunale di Palermo è tornato a parlare il giorno dopo le accese critiche della politica alla sentenza che ha condannato lo Stato a risarcire il danno economico subito dalla ong Sea Watch per il fermo illegittimo di una sua nave.

19 Febbraio 2026, 13:23

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«L'esercizio del diritto di critica si esprime evidenziando la contraddittorietà di passaggi della motivazione dei provvedimenti o segnalando la violazione di norme specifiche richiamate dal giudice. Non mi pare che sulla sentenza oggetto delle invettive sia avvenuto questo. Non credo che etichettare il giudice come non imparziale solo sulla base di un dispositivo non gradito o magari neppure conosciuto sia esercizio del diritto di critica». Lo ha detto, il giorno dopo le accese critiche della politica alla sentenza che ha condannato lo Stato a risarcire il danno economico subito dalla ong Sea Watch per il fermo illegittimo di una sua nave, il presidente del tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini.

Il provvedimento è stato emesso da una giudice del capoluogo siciliano.

Per Morosini le reazioni alla decisione sono «figlie del clima di tensione che sta maturando con la campagna referendaria».

«Mi chiedo - conclude il presidente del tribunale, che è tra i sostenitori del no al referendum - se le dichiarazioni aggressive aiutino i cittadini a comprendere il merito della riforma su cui si dovranno pronunciare».