procura
Inchiesta sulle cittadinanze facili, chiuse le indagini preliminari per 22 indagati
Mazzette, alloggi fittizi e funzionari complici: così venivano "comprate"
Il sistema era collaudato: cittadinanze italiane vendute a cittadini brasiliani per cifre comprese tra i 3.500 e i 5.000 euro. La Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari a 22 persone tra Camastra, Comitini, Naro, Porto Empedocle e Raffadali. Un provvedimento che anticipa la probabile richiesta di rinvio a giudizio per un presunto giro di corruzione, falso, rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L'inchiesta della Squadra Mobile ha scoperchiato un meccanismo complesso. Centinaia di stranieri sarebbero giunti nell’Agrigentino per ottenere documenti e permessi di soggiorno grazie a una rete di complicità istituzionali. Al centro della vicenda figurano due agenzie di Raffadali che avrebbero gestito l’intero iter: dal trasporto dei sudamericani alla sistemazione in alloggi fittizi, spesso di proprietà di parenti di dipendenti pubblici, fino alla creazione di false attestazioni lavorative.
Tra i nomi eccellenti che compaiono nel registro degli indagati spicca quello del sindaco di Camastra, Dario Gaglio, insieme a diversi funzionari comunali e agenti della Polizia locale. Mentre la Procura attende le decisioni del Tribunale del Riesame in merito alle richieste di misure cautelari (arresti e obblighi di dimora), l’inchiesta conferma la gravità di un sistema che sfruttava la pubblica funzione per fini illeciti, alterando le procedure di cittadinanza iure sanguinis.