Dissesto idrogeologico
Eolie, collegamenti ripristinati dopo otto giorni ma gli approdi sono al collasso: «Serve una governance decennale»
Ginostra finalmente raggiunta, ma il tema degli approdi resta, l'appello di Starvaggi per una struttura dedicata all'arcipelago del Messinese
Sono ripresi regolarmente i collegamenti marittimi in tutte le isole e anche Ginostra, dopo otto giorni di totale isolamento, è stata raggiunta da una nave.
In arrivo un’altra perturbazione e nell’arcipelago si teme per la tenuta degli approdi. Intanto, si è potuto appurare meglio lo stato dei luoghi.
Ad Acquacalda la borgata ha perso quasi tutto il muraglione di via Mazzini, scaraventato dalle onde anche contro una struttura turistica che ha subito notevoli danni.
A Ginostra, oltre che nell’approdo delle navi si registrano danni ai tetrapodi di protezione del molo che sono stati spazzati via e in parte divelti.
A Filicudi di quattro approdi ne è rimasto utilizzabile solo uno.
Sulla questione approdi è intervenuto l’ex assessore del Comune di Lipari, Davide Starvaggi, dichiarando:
«C’è un momento in cui una comunità smette di aspettare soluzioni - afferma Starvaggi - e comincia ad aspettare il prossimo danno. Non perché lo voglia, ma perché sa già come andrà a finire. Sa quali saranno i tempi, le dichiarazioni, le promesse. E poi il silenzio. È il punto in cui si trovano oggi le Eolie. Non è un problema di risorse inesistenti. I finanziamenti, in molti casi, sono stati stanziati, annunciati, formalizzati. Eppure, restano fermi tra procedure interminabili, conflitti di competenza, progetti che tornano indietro dopo anni di lavoro. Nel frattempo, il territorio arretra lentamente: coste che si assottigliano, versanti instabili, infrastrutture esposte. È un’erosione silenziosa che non sempre conquista i titoli, ma accumula un costo che, inevitabilmente, ricade su chi qui vive e lavora».
«Le isole minori, per conformazione geografica ed esposizione climatica, non possono essere amministrate con strumenti pensati per territori ordinari. Hanno bisogno di una governance dedicata, di competenze tecniche stabili, di una pianificazione - conclude Starvaggi - che guardi almeno al prossimo decennio e non solo alla prossima stagione».