PETROLCHIMICO
La Isab di Priolo "molla" di nuovo Lukoil: rifornimenti bloccati per cinque giorni, in bilico la benzina di mezza Sicilia
Almeno temporaneamente rientra in gioco Ludoil Energie, in attesa di risposte dal tribunale di Siracusa. Scongiurata, per il momento, l'emergenza carburante
Alle sei di stamattina, i cancelli di Isab srl si riapriranno per le autobotti. Da lunedì a ieri non una sola goccia di benzina è uscita dagli impianti di raffinazione di Priolo Gargallo per andare a rifornire le stazioni di servizio di mezza Sicilia. Oggi si ricomincia. E a occuparsi degli ordini di prodotti petroliferi sarà la Ludoil Energia srl, che rientra dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. La motivazione ufficiale è che il carburante è utile anche per «servizi che svolgono pubblico interesse». Per questo bisogna ricominciare a metterli sul mercato delle pompe di benzina, dopo che per tutti questi giorni la raffineria ha lavorato «a pieno carico», garantivano gli insider, ma senza distribuzione via gomma.
È un'altra delle conseguenze del contenzioso avviato a metà gennaio dalla società Lukoil Italia che si occupa, o forse si occupava, in esclusiva, della "caricazione" via terra dei prodotti raffinati da Isab, e che quest'ultima ha tentato di buttare fuori un mese fa con un coup de théâtre che nessuno si aspettava, per fare spazio alla Ludoil, appunto, società campana del gruppo dell'imprenditore Donato Ammaturo. La stessa che riprende in mano il servizio da oggi.
L'ultimo messaggio e poi il silenzio
L'ultima comunicazione ufficiale, prima di quella di ieri che rimette in gioco Ludoil, risaliva al 16 febbraio. Lukoil Italia, società nazionale controllata dalla svizzera Litasco (a sua volta controllata dalla casa madre in Russia), scrive ai clienti, cioè le stazioni di servizio: «Si è verificata una limitazione improvvisa delle operazioni di caricazione via terra presso la raffineria Isab di Priolo - si legge in una comunicazione che La Sicilia ha potuto visionare - che ha impedito il regolare accesso di tutte le autobotti già programmate per la giornata odierna. La chiusura dei cancelli è intervenuta nonostante gli ordini fossero stati regolarmente pianificati e condivisi nei giorni precedenti».
«A fronte dell’interruzione odierna - continua Lukoil Italia nella lettera di lunedì - abbiamo tempestivamente richiesto il ripristino dell’accesso alle caricazioni e un immediato riscontro. Stiamo intervenendo con la massima determinazione per assicurare il rapido ripristino dell’operatività e la riprogrammazione delle consegne non eseguite». «Avremo cura di aggiornarvi sugli sviluppi in corso», concludeva il messaggio. Le ultime parole famose. I giorni passano in silenzio. Senza che, peraltro, la notizia si diffonda.
Anche perché a "salvare" l'approvvigionamento in qualche modo interviene Sonatrach, la raffineria algerina in territorio di Augusta. Non certo sfilando i contratti a Isab, ma «gestendo in alcuni casi domanda addizionale proveniente da clienti già in essere», si apprende da ambienti vicini all'impianto megarese. La richiesta di carichi maggiori ha reso necessaria una «programmazione opportuna delle uscite nell’arco della giornata», la definiscono.
Agli imprenditori che pensano di sopperire alle mancanze rivolgendosi, per non chiudere la propria pompa di benzina, alla raffineria di Milazzo (Eni e Q8) va male: è in corso una fermata generale per la manutenzione. Da lì, insomma, non arriva niente. E una certa inquietudine comincia a diffondersi: le stazioni di benzina potrebbero trovarsi costrette a dare fondo alle scorte, che non sono poi così consistenti.
L'inizio del contenzioso
Per comprendere cosa stia accadendo bisogna tornare indietro di più di un mese. Nella notte fra il 12 e il 13 gennaio Isab srl comunica a Lukoil Italia il recesso unilaterale e con effetto immediato del contratto di caricazione via terra. Una iniziativa «priva di fondamento contrattuale e giuridico», la definisce Lukoil Italia, annunciando l'intenzione di dare battaglia. Nel corso della stessa giornata, a chiarire i contorni della situazione arriva anche un'altra nota, stavolta di Isab insieme a una società che pochi, in Sicilia, hanno sentito nominare fino a quel momento: Ludoil Energy spa, società dell'imprenditore campano Donato Ammaturo, specializzata nella compravendita di prodotti petroliferi.
Isab e Ludoil comunicano a gennaio di avere firmato un nuovo contratto per la caricazione e la vendita dei derivati del greggio trattato a Priolo. E di avere altresì avviato una due diligence, in esclusiva, per la compravendita dell'intera raffineria da Goi Energy, la società israelo-cipriota che ne è proprietaria. Il trasporto via terra, insomma, emerge per quello che è: un tassello di un disegno più grande. Ludoil Energy fa appena in tempo a cominciare a lavorare che, il 16 gennaio, è costretta a fermarsi di nuovo.
Lukoil Italia, infatti, pronta a fare valere i suoi diritti davanti ai magistrati, si rivolge al tribunale civile di Siracusa. Ottenendo un provvedimento cautelare che interrompe gli effetti della rescissione unilaterale del contratto, almeno fino al momento del giudizio di merito. Pure l'ordinanza cautelare, ça va sans dire, a Isab non va giù: qualcuno dall'azienda fa filtrare alla stampa di settore l'esistenza di un presunto debito di 80 milioni di euro di Lukoil Italia nei confronti della raffineria di Priolo Gargallo. «Lukoil Italia ha sempre rispettato con puntualità i termini di pagamento contrattuali verso Isab e, in diversi casi, ha effettuato pagamenti anche in anticipo rispetto alle scadenze previste», è la smentita della società italo-svizzero-russa. Siamo all'8 febbraio.
La svolta di stamattina
La sentenza di merito del tribunale di Siracusa ancora non c'è. Nell'attesa, però, sia Isab sia Lukoil avrebbero chiesto ai magistrati dei chiarimenti operativi. In assenza dei quali, adesso, i cancelli si sono di nuovo sbarrati. Ieri sera, però, l'aggiornamento che i titolari delle stazioni di servizio aspettavano con più apprensione è arrivato. Anche se da un mittente a sorpresa.
«Al fine di arginare le criticità», nell’attesa che il tribunale di Siracusa dia risposte, e per garantire servizi di interesse pubblico, «Ludoil Energie srl si rende disponibile a soddisfare gli ordinativi di prodotti petroliferi», si legge nel messaggio inviato alle pompe di benzina. Cioè a rientrare in gioco. Anche se non si capisce bene come e per quanto tempo.