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Ex idroscalo tra turismo e difesa: il Comune rilancia l’intesa istituzionale
Il Consiglio comunale di Siracusa chiede un protocollo con Difesa e Regione per la riqualificazione del waterfront. L’ipotesi di base alternata per forze aeree divide politica e associazioni
Il consiglio comunale ha esitato un atto di indirizzo sull' ex idroscalo “De Filippis”, proposto dal gruppo consiliare del Partito Democratico. Con il provvedimento è stato deliberato che il sindaco reiteri al Ministro della Difesa e al presidente della Regione Siciliana la volontà del Comune di sottoscrivere un protocollo di intesa per la valorizzazione e la rifunzionalizzazione del waterfront.
«Desta una certa preoccupazione – spiega Milazzo – la notizia che il Ministero della Difesa starebbe valutando la possibilità di utilizzare l'area per il decollo e l'atterraggio di elicotteri. Ciò significherebbe avere un' installazione militare attiva e pienamente operativa nel cuore della città. Sarebbe una scelta pericolosa. Il Ministero nel luglio 2024 pubblicò un avviso esplorativo per la concessione a privati a scopo turistico fino a cinquant'anni dell'ex idroscalo, che ha modificato ad aprile dello scorso anno riperimetrando l'area nella riconsiderazione di un suo utilizzo anche a scopi militari operativi e segnatamente come punto di atterraggio e decollo di elicotteri».
L'ipotesi di demilitarizzazione dell'ex idroscalo per un uso civile aperto alla cittadinanza non trova d'accordo l'associazione culturale Lamba Doria che, invece, è a favore della recente decisione del Ministero della Difesa di potenziare la valenza logistica dell'area esistente.
«L'individuazione del sito come base alternata per le forze aeree e per le componenti civili – dice il presidente Alberto Moscuzza – trasforma la storica infrastruttura in una moderna risorsa “Dual-Use”, capace di servire scopi sia militari che civili. L'importanza strategica di questo presidio nel Sud-Est della Sicilia è indiscutibile. Si tratta di una tematica prioritaria che non può essere sacrificata in favore di un “affaccio a mare” dell'ipotizzato “Waterfront” il quale è privo del necessario supporto autorizzativo derivante dalla pianificazione urbanistica vigente».