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Carabinieri

Dalle Madonie al nord, smantellata la rete della finta banca: ecco come truffava gli utenti al telefono

Rete nazionale di truffe telefoniche ricostruita dai Carabinieri: tre indagati, perquisizioni e sequestri dopo bonifici fraudolenti per oltre 24mila euro

20 Febbraio 2026, 09:51

Dalle Madonie al nord, smantellata la rete della finta banca: ecco come truffava gli utenti al telefono

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Un’organizzazione strutturata, con basi operative in diverse aree del Paese e ruoli meticolosamente ripartiti, è emersa dall’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Castellana Sicula, sotto il coordinamento della Compagnia di Petralia Sottana e del Gruppo di Monreale, su delega della Procura della Repubblica di Termini Imerese.

L’Autorità giudiziaria ha disposto perquisizioni personali e domiciliari che si sono rivelate decisive per documentare le condotte illecite ipotizzate.

L’inchiesta, avviata dopo la denuncia presentata da una donna del comprensorio madonita, ha permesso di ricostruire un circuito criminale con una precisa articolazione territoriale. I tre soggetti deferiti, localizzati rispettivamente a Torino, Pozzuoli e Villabate, risultavano inseriti in un sistema coordinato fondato su compiti distinti ma complementari:

uno curava la gestione dei conti correnti utilizzati per l’accredito delle somme sottratte fraudolentemente; un altro metteva a disposizione ulteriori strumenti finanziari per canalizzare il denaro; un terzo provvedeva al rapido trasferimento delle disponibilità verso ulteriori rapporti bancari, così da ostacolarne la tracciabilità.

Le tre "centrali" operative, pur distanti geograficamente, apparivano stabilmente collegate e strutturate.

Il raggiro seguiva uno schema consolidato. La vittima riceveva un messaggio che sembrava provenire dal proprio istituto di credito, con l’avviso di un’operazione sospetta e l’invito a contattare un numero indicato. Al primo contatto seguiva la telefonata di un sedicente operatore bancario che, con tono rassicurante ma incalzante, rappresentava un’emergenza imminente sul conto.

Indotta in uno stato di allarme artificiosamente costruito, la donna veniva persuasa a disporre una serie di bonifici "di sicurezza" che, in realtà, confluivano su conti nella disponibilità del sodalizio. Il danno economico accertato supera i 24 mila euro.

Determinante la collaborazione con i reparti dell’Arma territorialmente competenti nelle città interessate, che hanno dato esecuzione alle perquisizioni delegate. Le operazioni hanno portato al rinvenimento e al sequestro di carte di pagamento, documentazione bancaria e altro materiale ritenuto utile alle indagini, consolidando il quadro indiziario nei confronti dei tre indagati.

L’attività investigativa dimostra come territori lontani possano essere uniti da un’unica rete criminale capace di muoversi su scala nazionale, ma, al contempo, evidenzia l’efficacia di un’azione sinergica tra reparti dell’Arma, fondata su coordinamento, rapidità e condivisione informativa.

L’Arma rinnova l’appello alla massima prudenza. Le truffe telefoniche fanno leva su urgenza e pressione psicologica: messaggi che parlano di conti bloccati, telefonate che impongono decisioni immediate, richieste di codici OTP o di bonifici verso conti "sicuri" devono indurre al sospetto.

"Nessun operatore bancario o appartenente alle Forze dell’Ordine chiede per telefono credenziali riservate o trasferimenti di denaro." I truffatori spesso cercano di trattenere la vittima al telefono per impedirle di chiedere aiuto o confrontarsi con familiari. È essenziale interrompere subito la comunicazione e, se necessario, usare un altro apparecchio per contattare il 112 o una persona di fiducia: spezzare il contatto significa sottrarsi alla pressione e interrompere il raggiro.

Prevenzione, informazione e collaborazione restano gli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno in continua evoluzione, che può essere arginato con attenzione e consapevolezza collettiva.

Si ricorda che le persone sottoposte a indagini sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva.