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Chiara Baschetti, chi è l'attrice italiana che ha resistito alle attenzioni scomode di Epstein

Dalla passerella alle prime serate tv, fino alla fermezza con cui ha respinto le richieste: storia, ruoli e impegno di una protagonista che unisce grazia, carattere e senso civico

20 Febbraio 2026, 10:44

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Chiara Baschetti, dal sogno di farsi missionaria alla ribalta: il ritratto di un’attrice che ha scelto la luce

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La scena è New York, Upper East Side. Un set pubblicitario all’angolo della 71ª strada cattura lo sguardo di un finanziere miliardario. Lui cerca di sapere chi sia «quella ragazza italiana». S’intrufola tra agenzie di modelle e contatti privati. Arriverà a proporre una cena con Woody Allen. Lei, Chiara Baschetti, non risponderà mai. Ignora. Passa oltre. Oggi, a distanza di anni e dopo la desecretazione di milioni di file sul caso Epstein, quella scelta diventa un fotogramma eloquente del suo modo di stare al mondo: puntare alla bellezza, non al clamore; alla sostanza, non al compromesso.

Le origini: Romagna nel cuore e un’idea fissa chiamata “aiutare gli altri”

Nata a Cesena il 28 marzo 1987, cresciuta a Santarcangelo di Romagna, Chiara Baschetti muove i primi passi tra pallavolo e uscite con gli scout. Nella stessa età in cui molti sognano il palcoscenico, lei confida di voler fare la missionaria: un orientamento al volontariato che tornerà spesso nei suoi racconti e che sarà una bussola nella sua formazione umana.

A 15 anni viene notata su una spiaggia di Rimini. L’anno dopo, il 2003, vince il concorso Elite Model Look Italia, trampolino che la proietta sulle passerelle internazionali e le assicura un contratto con Elite Model Management. Nella stagione A/I 2004 sfila per Emporio Armani, Fendi, Gaultier e altre maison; compaiono le prime copertine di Elle, L’Officiel, Marie Claire e Vanity Fair. È l’inizio di una carriera fashion che la porterà a campagne per marchi come Ralph Lauren, Brunello Cucinelli, Estée Lauder, Patek Philippe, La Perla, YSL. Il volto magnetico e la somiglianza con Cindy Crawford diventano presto cifra del suo immaginario pubblico.

Il passaggio allo schermo: un debutto “perfido” e una scelta di campo

Il cinema la chiama nel 2015. Alessandro Genovesi la vuole come “donna ideale” che sconvolge il protagonista nel film “Ma che bella sorpresa”, accanto a Claudio Bisio, Frank Matano, Valentina Lodovini, Renato Pozzetto e Ornella Vanoni. È un esordio non banale: il suo personaggio, Silvia, abita il confine tra proiezione e realtà, e impone a Baschetti un mix di presenza scenica e misura. La pellicola, distribuita da Medusa, esce l’11 marzo 2015 e totalizza oltre 5,6 milioni di dollari al box office mondiale, con una buona tenuta anche in tv negli anni successivi.

In quello stesso snodo temporale, l’attrice capisce che la recitazione non è una parentesi: a Roma si forma tra set e masterclass, alterna teatro e tv e prepara il salto nelle fiction che la renderanno familiare al grande pubblico.

L’Isola di Pietro: il volto del ritorno e della resilienza

Il vero innamoramento del pubblico arriva con “L’isola di Pietro” (Canale 5, 2017-2019). A fianco di Gianni Morandi, Chiara Baschetti incarna la vicequestora Elena Sereni: donna indipendente, segnata da scelte difficili, capace di attraversare la tempesta e restare in piedi. È un ruolo centrale per tutte e tre le stagioni, che la vede investigare, crescere e misurarsi con un passato ingombrante. Per lei è anche un banco di prova emotivo e tecnico, superato con una naturalezza che molti addetti ai lavori le riconoscono.

Racconterà in seguito aneddoti sul provino e sull’incontro con Morandi: tasselli che restituiscono la curiosità e l’umiltà con cui ha affrontato il salto dal set fotografico alla macchina da presa.

Dalle saghe storiche alle soap di successo: “I Medici”, “Il Paradiso delle Signore”, “Blanca”

Nel 2019 approda a “I Medici” (terza stagione), nel ruolo di Fioretta Gorini, figura chiave nella Firenze del Rinascimento. È una parte più breve, ma importante per estensione di registro e contesto produttivo internazionale.

Nel 2023 entra nel cast de “Il Paradiso delle Signore 8” nei panni di Matilde Frigerio di Sant’Erasmo: un personaggio che vive nella Milano dei primi anni Sessanta, muovendosi tra Galleria Moda Milano e strategie familiari, con una scrittura che alterna sentimento, ambizione e senso del dovere. Le sue apparizioni, a partire dall’autunno 2023, consolidano la percezione di Baschetti come interprete in grado di attraversare toni romantici e conflittuali senza perdere misura.

Dopo le parentesi in costume e nel daily di Rai 1, arriva anche la poliziesca di nuova generazione: “Blanca”, serie campione d’ascolti di Lux Vide per Rai 1, in cui Baschetti è nel cast accanto a Maria Chiara Giannetta e Giuseppe Zeno. La terza stagione, in onda tra 2025 e 2026, conferma il respiro internazionale del progetto e ne aggiorna gli equilibri, con nuovi ingressi e dinamiche che tengono agganciati pubblico e critica.

I documenti su Epstein: un’ossessione non corrisposta

Il 20 febbraio 2026 i principali quotidiani italiani ricostruiscono — attingendo ai cosiddetti “Epstein Files” diffusi dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti all’inizio di febbraio 2026 — l’attenzione insistita che Jeffrey Epstein avrebbe riservato a Chiara Baschetti in una serie di email tra 2015 e 2016. Dalle ricostruzioni emerge che il finanziere, dopo averla notata durante uno spot a New York, chiese a più contatti di recuperare il numero dell’agente della modella, arrivando perfino a immaginare una cena a Parigi con Woody Allen. L’attrice, però, non accettò alcun incontro e — secondo quanto riportato — ignorò o non rispose ai tentativi di contatto. I due, stando agli stessi documenti, non si sarebbero mai visti.

Il Corriere della Sera pubblica un profilo che ripercorre carriera e scelta di “restare nella luce”, riportando anche un post in cui Baschetti invita a “cercare bellezza in ogni cosa” per non soccombere a un mondo spesso aggressivo. Un’immagine coerente con l’idea di gentilezza e di misura che attraversa tutta la sua traiettoria pubblica.

Il quadro più ampio — quello dell’onda lunga europea del caso — lo forniscono analisi e approfondimenti che mostrano come gli effetti dei file abbiano toccato Regno Unito, Francia, Italia e altri Paesi, in un “terremoto” politico-mediatico che va oltre Hollywood. È in questo contesto che la storia di una “ossessione non corrisposta” per un’attrice italiana assume un valore simbolico.

Un profilo professionale solido: tra moda, set e palcoscenico

Oltre alla tv, Chiara Baschetti arricchisce il curriculum con cinema e progetti teatrali. Dopo l’esordio del 2015, alterna set e palcoscenico, con una crescita costruita senza scorciatoie. Tra le sue esperienze di rilievo figurano campagne e adv internazionali che le hanno dato riconoscibilità ben prima dei ruoli televisivi, e apparizioni in titoli seriali di primo piano del sistema Rai e Mediaset, dai period drama come “I Medici” alle produzioni daily come “Il Paradiso delle Signore”, fino alla crime di prestigio “Blanca”. Il passaggio dalla moda alla recitazione — spesso rischioso — nel suo caso si traduce in credibilità e tenuta: non un vezzo, ma un investimento di studio e metodo.

L’impegno civile: dal femminicidio al benessere digitale

Accanto al lavoro artistico, Baschetti coltiva un impegno civile che tocca temi come la lotta alla violenza contro le donne, l’educazione al benessere digitale, i diritti umani e la sensibilizzazione su conflitti contemporanei. Negli ultimi anni ha preso parte a incontri pubblici e talk dedicati a responsabilità individuale e consapevolezza online, presentandosi — non da moralista — come testimone di un uso più sano degli strumenti digitali, anche in relazione a fenomeni come il bullismo.

Nelle stesse ore in cui i media rilanciavano i file su Epstein, il suo richiamo a “restare nella luce” ha trovato eco tra quanti ne seguono il percorso. Un messaggio semplice, ma non semplicistico: la bellezza come esercizio quotidiano, come anticorpo contro cinismo e violenza.

Volontariato e visione del mondo: quella “vocazione” mai archiviata

Il desiderio infantile di fare la missionaria non è una frase fatta per Chiara Baschetti. Le radici scout, l’attenzione agli anziani e alle comunità fragili raccontate in tv e in interviste, il legame con esperienze di volontariato internazionale restano la trama discreta del suo sguardo. Tanto da diventare, per sua stessa ammissione, un metro di misura nelle scelte e nel rapporto con il lavoro: centrarsi su ciò che conta, sottrarre energia al superfluo, esercitare la gratitudine. È una postura che si avverte anche nelle sue interpretazioni: personaggi forti, ma non granitici; donne che si sporcano le mani con i conflitti, ma non smettono di cercare la via più umana.