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Typhoon Flag 26 a Trapani-Birgi: quando la Sicilia diventa una cabina di regia del cielo

Nel cuore del Mediterraneo l’esercitazione “di routine” in un laboratorio di tattiche, integrazione e futuro della difesa aerea italiana

20 Febbraio 2026, 15:37

Typhoon Flag 26 a Trapani-Birgi: quando la Sicilia diventa una cabina di regia del cielo

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All’alba, sopra il profilo piatto delle saline di Marsala, un rombo netto squarcia l’aria. Un Eurofighter F‑2000 prende quota in pochi secondi, vira e scompare verso Nord-Ovest. A terra, sulla linea volo del 37° Stormo di Trapani‑Birgi, i tecnici stringono gli ultimi bulloni: un gesto antico, ripetuto migliaia di volte, ma che oggi ha un sapore diverso. Perché la Typhoon Flag 26 non è “solo” un’esercitazione: è il punto d’incontro tra esperienza, tecnologia e una geografia – quella della Sicilia – che permette di disegnare scenari reali in un Mediterraneo tornato strategico. È anche il segnale che la “comunità Eurofighter” italiana continua a crescere, a standardizzare procedure e a integrare generazioni di velivoli e di persone. E lo fa da qui.

Cos’è (e perché conta) la Typhoon Flag

La Typhoon Flag è l’esercitazione annuale della linea F‑2000 che riunisce i reparti dell’Aeronautica Militare dotati di Eurofighter 2000 Typhoon. Obiettivo: addestramento avanzato dei piloti, perfezionamento delle tattiche, e – soprattutto – standardizzazione operativa e manutentiva tra , 36°, 37° e 51° Stormo. La logica è semplice e ambiziosa: quando si rischiera all’estero o si deve garantire il servizio di Quick Reaction Alert (QRA), tutti devono “parlare” lo stesso linguaggio, dalle check‑list in linea volo ai data‑link in missione. Negli anni scorsi, la Typhoon Flag ha già dimostrato di essere un moltiplicatore di efficienza, con assetti dedicati di supporto – dai KC‑767A ai G‑550 CAEW E‑550A del 14° Stormo – e l’integrazione con velivoli di 5ª generazione come gli F‑35A del e del 32° Stormo. È la cifra distintiva dell’addestramento moderno: interoperabilità e integrazione multi‑piattaforma.

Trapani-Birgi, una scelta non casuale

La base di Trapani‑Birgi è da anni un pilastro della difesa aerea nazionale. Qui, il 37° Stormo “Cesare Toschi” schiera l’18° Gruppo su Eurofighter, garantendo prontezza operativa H24 e un posizionamento ideale per addestrarsi su spazi aerei ampi e diversificati tra Sicilia e Sardegna. Già nel 2025 l’aeroporto siciliano ha ospitato per la prima volta la Typhoon Flag, con due settimane di attività tra 3 e 14 febbraio, confermando la maturità della base nel gestire uno sforzo congiunto tra reparti e specialità diverse. L’edizione 2026 ne raccoglie l’eredità, mantenendo l’impostazione: scenari progressivi, missioni complesse, lavoro congiunto tra piloti e manutentori per affinare procedure e tattiche.

Le persone al centro: ruoli chiave e leadership addestrativa

Nelle precedenti edizioni ospitate in Sicilia, l’evento ha visto in cabina di regia figure come il Comandante della base, Colonnello Pilota Daniele Mastroberti, e il direttore dell’esercitazione Colonnello Maurizio De Angelis del Comando Forze da Combattimento: profili che raccontano la filiera operativa e dottrinale di un’attività che va oltre il “volare e combattere”, perché prevede pianificazione tattica, controllo qualità dei processi e lezioni apprese trasferite a tutta la linea. Il “media day” del 11 febbraio 2025 ha reso visibile questo lavoro “dietro le quinte”, che nella Typhoon Flag 26 rimane il fulcro silenzioso dell’addestramento.