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La proposta "made in Sicily" contro la speculazione sul latte ovino: ecco cosa prevede il manifesto mandato a Roma

Chiesti contratti scritti obbligatori, prezzo equo e un osservatorio permanente per evitare che i produttori rimangano a guardare

20 Febbraio 2026, 19:19

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La proposta "made in Sicily" contro la speculazione sul latte ovino: ecco cosa prevede il manifesto mandato a Roma

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Nel cuore dei Monti Sicani, all'Auditorium di Castronovo di Sicilia, nasce una svolta storica per il settore ovino siciliano. I sindaci di Castronovo di Sicilia e Mussomeli, insieme al Presidente della Rete Ovinicoltori Siciliani, hanno firmato il "Manifesto dei Sicani e del Vallone", un documento politico-programmatico che grida all'unisono: basta speculazione sul latte ovino. Sette punti chiari per imporre contratti scritti obbligatori, prezzi equi e un Osservatorio permanente, con un appello urgente alla politica nazionale.

Questa due giorni di confronto tecnico-istituzionale, con la partecipazione della Cooperativa di Manciano (Toscana) e del Distretto Laniero Siciliano, segna l'inizio di una battaglia dal basso contro una crisi prezzo latte ovino che sta soffocando gli allevatori dei Monti Sicani e del Vallone. Il Manifesto dei Sicani e del Vallone sarà trasmesso a parlamentari come l'On. Aldo Mattia, il Sen. Luca De Carlo e l'On. Giuseppe Marinello, per approdare nelle aule di Camera e Senato.

La genesi del Manifesto: unione contro la speculazione nel cuore della Sicilia interna

Immaginate pascoli verdi tra i Monti Sicani, greggi di pecore che producono un latte ovino di altissima qualità, ma prezzi imposti che non coprono nemmeno i costi. È la realtà quotidiana degli allevatori di Castronovo di Sicilia e Mussomeli, dove la crisi del prezzo del latte ovino ha raggiunto livelli insostenibili nel 2026. Il Manifesto dei Sicani e del Vallone non è un semplice appello: è un patto vincolante, redatto al termine di visite tecniche e tavoli istituzionali.

La delegazione toscana della Cooperativa di Manciano – un modello di successo con decenni di aggregazione produttiva – ha visitato stabilimenti come Sparacia, pascoli locali e incontrato produttori del Vallone. "L'unione fa la forza", è il messaggio emerso, ispirato proprio al modello toscano che ha rivoluzionato il potere negoziale degli allevatori.

Perché ora? La speculazione dilaga: pagamenti in ritardo, prezzi unilaterali, intermediari parassitari. Gli allevatori siciliani, isolati per anni, ora si aggregano per imporre regole nuove.

I sette punti rivoluzionari del Manifesto dei Sicani e del Vallone

1. Contratti scritti obbligatori per ogni conferimento di latte, con prezzo fisso, parametri qualitativi e tempi di pagamento definiti prima della campagna lattifera.

2. Prezzo equo e remunerativo, che rifletta i reali costi di produzione, monitorato da un Osservatorio permanente sul latte ovino Siciliano.

3. Contrasto alla speculazione: stop a imposizioni unilaterali, ritardi nei pagamenti e intermediazione parassitaria.

4. Aggregazione dei produttori come leva strategica, sul modello della Cooperativa di Manciano, per rafforzare il negoziato con trasformatori.

5. Presidio politico permanente con tavoli periodici tra produttori, industria e istituzioni.

6. Valorizzazione territoriale del latte dei Sicani tramite marchi DOP, certificazioni e tracciabilità blockchain.

7. Verifica a sei mesi: i firmatari si riconvoceranno per monitorare l'attuazione, con sanzioni per i morosi.

Questi punti non sono teoria: sono un piano concreto per salvare un comparto da 500 milioni di euro annui in Sicilia, minacciato dalla concorrenza sleale e dall'inflazione dei mangimi.

Le voci dei protagonisti: "Basta speculazione, il produttore deve sapere prima di mungere"

Le dichiarazioni dei firmatari aggiungono pathos e credibilità all'iniziativa. Il Sindaco di Mussomeli, Giuseppe Catania, ha tuonato: «Per troppo tempo i nostri produttori hanno lottato da soli. Oggi il Manifesto dei Sicani e del Vallone dimostra che l'aggregazione è l'unica strada. Mussomeli e il Vallone cambieranno le regole dal basso, fino a un prezzo equo latte ovino che valuti il sudore degli allevatori».

Il sindaco di Castronovo di Sicilia, Gattuso, aprendo i lavori: «Ospitare qui la Cooperativa di Manciano è orgoglio e responsabilità. Non è un convegno, è un fronte aperto. Castronovo, piccolo comune interno, dà centralità alla crisi prezzo latte ovino Sicilia».

Poi Domenico Madonia, vice sindaco e assessore all'Agricoltura di Castronovo, promotore dell'evento: «Il produttore deve sapere, prima di mungere, quanto verrà pagato. Senza contratti latte ovino obbligatori, è nudo contro la speculazione. Porteremo questo vincolo fino a Roma».

Queste parole, pronunciate davanti a parlamentari in videoconferenza, trasformano il Manifesto in un atto politico concreto.

La due giorni Sicilia-Toscana: dalle stalle ai tavoli istituzionali

L'evento non è nato dal nulla. È il culmine di una visita istituzionale di due giorni che ha unito Sicilia e Toscana. La delegazione di Manciano ha percorso i Monti Sicani: dallo stabilimento Sparacia ai pascoli di Castronovo, fino ai produttori del Vallone a Mussomeli. Critiche emerse: qualità top del latte siciliano, ma prezzi da fame (sotto i 1 euro/litro, contro costi a 1,2-1,5).

Potenzialità enormi: il latte dei Sicani, ricco di aromi territoriali, potrebbe puntare a export e pecorino DOP. La Cooperativa toscana ha condiviso know-how su aggregazione, riducendo intermediari del 30% e alzando prezzi del 20%.

Impatto economico della crisi prezzo latte ovino in Sicilia: numeri e storie

La crisi prezzo latte ovino Sicilia 2026 non è astratta. In Sicilia, 100mila capi ovini producono 50 milioni di litri annui, ma il prezzo crollato (da 1,2 a 0,8 euro/litro) minaccia chiusure. Nei Monti Sicani, famiglie intere dipendono dalle stalle: mangimi +30% per inflazione, energia alle stelle.

Storie come quella di un allevatore di Castronovo – 200 pecore, debito accumulato – sono la norma. Senza intervento, -20% aziende entro 2027. Il Manifesto propone soluzioni: l'Osservatorio monitorerà costi reali, imponendo prezzi minimi.

Prossimi passi: dal Manifesto alle aule di Roma e Palermo

Il Manifesto dei Sicani e del Vallone viaggerà veloce: nelle settimane entranti, al Ministero dell’Agricoltura, Assessorato Regionale Agricoltura Sicilia e Commissioni Agricoltura di Camera/Senato. Aperto ad adesioni: altri Comuni, coop, associazioni.

A sei mesi, verifica obbligatoria. Se i trasformatori non adegueranno, blocco conferimenti. Parlamentari come Mattia e De Carlo, già coinvolti, porteranno il dossier in aula.

Perché questo Manifesto cambia il futuro degli allevatori ovini Monti Sicani

In un'Italia dove il latte ovino vale 1 miliardo, la Sicilia paga lo scotto dell'isolamento. Ma i Monti Sicani e il Vallone mostrano la via: unione territoriale, politica dal basso, modelli toscani. Se Roma interverrà con norme su contratti latte ovino obbligatori, salverà un'eccellenza.

Per gli allevatori, non è più attesa: è azione. Il Manifesto dei Sicani e del Vallone potrebbe ispirare altre regioni, rilanciando un settore chiave per l'economia rurale.