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Palermo

Studios alla Zisa, così i Cantieri culturali cambiano volto

Sarà una piccola Cinecittà con sale per postproduzione ed effetti speciali, intanto germoglia anche l’Innovation Hub

21 Febbraio 2026, 09:29

11:32

Studios alla Zisa, così i Cantieri culturali cambiano volto

Lo spazio Zac, scelto come sede di Cineporto

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Ai Cantieri culturali nasceranno studios cinematografici che ospiteranno produzioni nazionali e internazionali. È questa una delle molte idee a cui sta lavorando il Comune per dare nuova linfa a un compesso di enormi potenzialità.

Nati alla fine degli anni ’90 dal recupero delle Officine Ducrot, i Cantieri sono il principale esperimento di rigenerazione urbana della città. Un ex complesso industriale che oggi ospita già il Centro sperimentale di cinematografia, l’Accademia di Belle Arti, spazi espositivi e teatri. Nelle ultime settimane l’area è tornata al centro del dibattito tra polemiche sull’uso degli spazi, casi amministrativi e l’arrivo di Fondazione Eos di Edison, che sostiene Fuori Centro, impresa sociale che co-gestirà con l’Ets Cantieri Culturali l’ex Averna Spazio Open.

Andando oltre le polemiche e le trasformazioni, per il assessore alla Cultura Giampiero Cannella il cuore della nuova stagione sarà il Cineporto: «La sfida è guardare al futuro con progetti concreti che abbiano una ricaduta sulla città. Palermo non è più quel luogo che prestava le location ai soliti film sulla mafia. Oggi abbiamo produzioni dodici mesi all’anno che ci chiedono spazi per la postproduzione e sale per gli effetti speciali in pianta stabile. Riteniamo che i Cantieri possano ospitare una realtà di questo genere». Il Cineporto sorgerà verosimilmente tra lo Zac e gli ex magazzini del Teatro Biondo. In parallelo è già prevista la riqualificazione del cinema De Seta con la sostituzione dell’impianto di proiezione. L’orizzonte è la seconda metà del 2027.

Su un piano diverso si muove il assessore alla Pianificazione, Maurizio Carta, che sta lavorando per trasformare i Cantieri nel «quartiere delle arti, dell’innovazione e della cultura». Il progetto più avanzato è l’Innovation Hub, che sorgerà nel padiglione delle Tre Navate e nei padiglioni 1 e 2, attualmente in restauro, grazie a un bando regionale. «Non vogliamo fare un incubatore tradizionale - spiega Carta - vogliamo uno spazio aperto agli abitanti temporanei di Palermo - preferisco chiamarli così, piuttosto che nomadi digitali - con ambienti per costruire relazioni di lavoro e ospitare eventi internazionali.» Questa primavera la città ospiterà l’International Nomad Fest, «la dimostrazione», commenta Carta, «che questa domanda esiste ed è già qui.»

Si lavora anche all’apertura di nuovi ingressi da via Polito e via Perpignano, per aprire il complesso ai quartieri limitrofi.

Non manca chi solleva dubbi. La consigliera Pd Mariangela Di Gangi dice: «I Cantieri sono sempre stati uno spazio con un’identità precisa, che oggi sembra impoverita, anche dalla fine di esperienze significative come quella della Fondazione Merz o della mostra permanente “Quelli de L’Ora”, voluta da Letizia Battaglia». Per Di Gangi aree come lo Spazio Zero o il cinema De Seta «non hanno un utilizzo ben identificato che li valorizzi in pieno e gli dia un senso».