Palermo
Studios alla Zisa, così i Cantieri culturali cambiano volto
Sarà una piccola Cinecittà con sale per postproduzione ed effetti speciali, intanto germoglia anche l’Innovation Hub
Lo spazio Zac, scelto come sede di Cineporto
Ai Cantieri culturali nasceranno studios cinematografici che ospiteranno produzioni nazionali e internazionali. È questa una delle molte idee a cui sta lavorando il Comune per dare nuova linfa a un compesso di enormi potenzialità.
Nati alla fine degli anni ’90 dal recupero delle Officine Ducrot, i Cantieri sono il principale esperimento di rigenerazione urbana della città. Un ex complesso industriale che oggi ospita già il Centro sperimentale di cinematografia, l’Accademia di Belle Arti, spazi espositivi e teatri. Nelle ultime settimane l’area è tornata al centro del dibattito tra polemiche sull’uso degli spazi, casi amministrativi e l’arrivo di Fondazione Eos di Edison, che sostiene Fuori Centro, impresa sociale che co-gestirà con l’Ets Cantieri Culturali l’ex Averna Spazio Open.
Andando oltre le polemiche e le trasformazioni, per il assessore alla Cultura Giampiero Cannella il cuore della nuova stagione sarà il Cineporto: «La sfida è guardare al futuro con progetti concreti che abbiano una ricaduta sulla città. Palermo non è più quel luogo che prestava le location ai soliti film sulla mafia. Oggi abbiamo produzioni dodici mesi all’anno che ci chiedono spazi per la postproduzione e sale per gli effetti speciali in pianta stabile. Riteniamo che i Cantieri possano ospitare una realtà di questo genere». Il Cineporto sorgerà verosimilmente tra lo Zac e gli ex magazzini del Teatro Biondo. In parallelo è già prevista la riqualificazione del cinema De Seta con la sostituzione dell’impianto di proiezione. L’orizzonte è la seconda metà del 2027.
Su un piano diverso si muove il assessore alla Pianificazione, Maurizio Carta, che sta lavorando per trasformare i Cantieri nel «quartiere delle arti, dell’innovazione e della cultura». Il progetto più avanzato è l’Innovation Hub, che sorgerà nel padiglione delle Tre Navate e nei padiglioni 1 e 2, attualmente in restauro, grazie a un bando regionale. «Non vogliamo fare un incubatore tradizionale - spiega Carta - vogliamo uno spazio aperto agli abitanti temporanei di Palermo - preferisco chiamarli così, piuttosto che nomadi digitali - con ambienti per costruire relazioni di lavoro e ospitare eventi internazionali.» Questa primavera la città ospiterà l’International Nomad Fest, «la dimostrazione», commenta Carta, «che questa domanda esiste ed è già qui.»
Si lavora anche all’apertura di nuovi ingressi da via Polito e via Perpignano, per aprire il complesso ai quartieri limitrofi.
Non manca chi solleva dubbi. La consigliera Pd Mariangela Di Gangi dice: «I Cantieri sono sempre stati uno spazio con un’identità precisa, che oggi sembra impoverita, anche dalla fine di esperienze significative come quella della Fondazione Merz o della mostra permanente “Quelli de L’Ora”, voluta da Letizia Battaglia». Per Di Gangi aree come lo Spazio Zero o il cinema De Seta «non hanno un utilizzo ben identificato che li valorizzi in pieno e gli dia un senso».