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Napoli

Morto il bimbo del trapianto fallito: le tappe di un dolore indicibile

Il piccolo Domenico, affetto da una cardiomiopatia dilatativa, era stato tenuto in vita con l'ECMO al Monaldi di Napoli dopo che gli era stato trapianto un cuore "bruciato"

21 Febbraio 2026, 10:21

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Morto il bimbo del trapianto fallito: le tappe di un dolore indicibile

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Una vicenda che definire assurda è dire poco e sulla quale le indagini devono ancora mettere un punto fermo. Lo ha promesso, in una telefonata nei giorni scorsi, anche la premier Giorgia Meloni alla mamma di Domenico: "Avrete giustizia". Al momento però non ci può essere consolazione per una famiglia strazata dal dolore: il piccolo non ce l'ha fatta. Nè probabilmente avrebbe potuto farcela, per la compromissione anche di altri organi. Le sue condizioni si sono aggravate sempre di più fino alla morte di questa mattina.

Il bimbo, due anni, era affetto da una cardiomiopatia dilatativa, una condizione grave che nel dicembre dello scorso anno aveva richiesto un trapianto di cuore. La famiglia tira un sospiro di sollievo, ignara del fatto che da quel momento inizierà un calvario. Il trapianto infatti fallisce, perchè quel cuoricino che avrebbe dovuto salvare la vita al bambino arriva in sala operatoria congelato, addirittura "bruciato" dal ghiaccio secco con cui, in un box frigo non adeguato, era stato trasportato da Bolzano.

I chirurghi dell'ospedale Monaldi di Napoli però, come è stato reso noto in questi giorni, procedono ugualmente al trapianto, avendo già espiantato l'organo malato del bimbo. Ma quel cuore, in quelle condizioni, non entrerà mai in attività e Domenico verrà sottoposto all'Ecmo per poter soppravvive in attesa di un nuovo trapianto

La speranza rimane attaccatta, per alcune settimane, all'arrivo di un cuore nuovo. Una speranza che sembra prendere corpo quando qualche giorno fa quell'organo, per il quale si erano lanciate richieste anche all'estero, arriva ma le condizioni del piccolo, come accertato da un'equipe nazionale di cardiochirurgia pediatrica appositamente consultata, non sono più compatibili con i rischi di un altro trapianto. Mamma Patrizia Mercolino, che dal primo momento si esposta alle telecamere per sostenere la causa del figlio, non si rassegna: «Fino a quando mio figlio respira c'è speranza». La speranza purtroppo è morta stamattina.