I FATTI
Doppio assalto esplosivo ai Postamat di Giarre e Riposto: banditi a mani vuote, indagini serrate per trovare il commando
L'ipotesi investigativa è che si tratti della stessa banda specializzata che sta martellando la fascia ionica da diverse settimane: colpi a Mascali, Torre Archirafi e Calatabiano
Un commando criminale, composto da almeno due uomini incappucciati, ha seminato il panico tra le frazioni di Macchia e Carrubba di Riposto, tentando di neutralizzare gli sportelli atm Postamat con la tecnica dell'esplosivo.
Nonostante i gravi danni strutturali, il colpo è fallito in entrambi i casi: i banditi sono fuggiti a mani vuote, lasciando dietro di sé danni ad un erogatore nell’ufficio postale di Carrubba e un ordigno inesploso a Macchia.
Il primo obiettivo è stato l'ufficio postale di via Principe di Piemonte, a Macchia di Giarre, poco dopo le 2. Qui il piano dei malviventi si è scontrato con un difetto tecnico: l'ordigno posizionato per scardinare il Postamat – artigianalmente utilizzata la “tecnica della marmotta” – non è esploso.
Su una piccola lastra di ferro è stato fissato un congegno esplosivo, infilata a forza in una delle fenditure degli sportelli Atm.
Nei casi di Macchia e Carrubba i malviventi avrebbero utilizzato modiche quantità di esplosivo che, in un caso, hanno finito solo per scardinare la cassaforte, rimasta tuttavia integra.
I due malviventi, dopo alcuni concitati tentativi, temendo l'arrivo delle forze dell'ordine, hanno rinunciato all’azione e si sono dileguati.
Tuttavia, non paghi del fallimento, i banditi si sono spostati pochi chilometri più in là, a Carrubba di Riposto. In via Nazario Sauro, la tecnica è stata la medesima, ma stavolta l'esplosione è avvenuta. La deflagrazione, considerato il modico quantitativo di polvere pirica usata, è stata contenuta. Ma la fortuna non ha assistito il commando: nonostante i danni al dispositivo, la cassaforte del Postamat ha retto, negando ai ladri la refurtiva.
I carabinieri della Compagnia di Giarre hanno immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza di entrambi i siti e delle possibili vie di fuga.
Nell’ufficio postale di via Principe di Piemonte, a Macchia, si è reso necessario l'intervento degli artificieri del comando provinciale per la bonifica e la messa in sicurezza dell’area, rimasta isolata per ore.
Sul fronte delle indagini l'ipotesi degli inquirenti è che si tratti di una banda specializzata (o dello stesso commando) che sta martellando la zona ionica da settimane. Il modus operandi appare infatti identico a quello dei recenti colpi avvenuti a Torre Archirafi (distributore di sigarette di un bar tabacchi di piazza Vagliasindi), Mascali (dispositivo cambio monete di una stazione di servizio) e Calatabiano (colonnina cambio monete di un rifornimento, sulla Statale 114).
Le indagini dei carabinieri proseguono nel massimo riserbo.