L'appello
Bisconte al buio: 189 famiglie chiedono luce, sicurezza e interventi immediati
Quartiere in emergenza: alloggi tra degrado e buio, gli abitanti chiedono a Palazzo Zanca fari a led e interventi immediati in attesa dei fondi Pinqua
Bisconte è un quartiere con tante difficoltà. Problemi che attendono una soluzione da tempo. La realizzazione del complesso residenziale, tramite i fondi Pinqua del programma innovativo per la qualità dell’abitare, potrebbe rappresentare un’occasione di rilancio per l’intero territorio, che rientra tra gli ambiti di risanamento. Intanto, però, il degrado strutturale, le carenze nella sicurezza e la totale assenza di illuminazione restano questioni da affrontare. Non tanto per chi vive ancora in baracca, quanto soprattutto per i residenti dei 189 alloggi popolari Iacp di via Comunale.
A denunciare il disagio vissuto da circa 200 famiglie è il consigliere della Terza circoscrizione, Alessandro Geraci, che torna a sollecitare un intervento immediato da parte delle istituzioni. Immobili fatiscenti, con ascensori spesso fuori uso, garage e spazi comuni non a norma e abbandono incontrollato di rifiuti: diversi gli interventi di bonifica effettuati, ma il contesto non cambia. A ciò si aggiunge anche un guasto all’impianto di illuminazione, sia nelle aree esterne agli stabili sia all’interno dei cortili. Una condizione che - secondo Geraci - risulta ancora più grave se si considera che si tratta di una zona classificata ad alto rischio sociale: «Una realtà con circa 200 famiglie non può essere lasciata in questo stato. L’illuminazione è un servizio essenziale che incide sulla sicurezza, sull’economia e sul benessere sociale di una comunità».
Geraci chiama in causa Palazzo Zanca, ente proprietario delle aree, e lancia la sua proposta: la collocazione di fari a led e il trasferimento dell’impianto al patrimonio comunale. Un intervento tampone che potrebbe essere realizzato in attesa della progettazione del relamping, che richiede tempi più lunghi. Una soluzione ritenuta auspicabile anche perché la strada su cui insistono i 189 alloggi, via Noto, è dotata di denominazione toponomastica con delibera prefettizia ed è di libero accesso.
«Mi auguro che il fermo amministrativo e politico seguito alle dimissioni del sindaco - conclude Geraci - non diventi un ulteriore freno per questi messinesi, troppo spesso trattati come cittadini di serie B».
Le condizioni in cui versano i 189 alloggi di Bisconte sono note da anni. Spesso la circoscrizione denuncia un contesto di abbandono rispetto al quale il Comune non sembra avere soluzioni. Solo l’auspicio di una rigenerazione urbana come prospettiva futura. Promesse in attesa di realizzazione. La campagna elettorale è iniziata. Il riscatto sociale delle periferie sarà al centro dei programmi dei candidati alla poltrona di sindaco?