L'emergenza
Il risveglio dello Stromboli, isolani sollecitano il ripristino urgente dei porti di Scari e della protezione civile a Ginostra
Effusione lavica in atto nell'isola: evacuazioni impossibili nella situazione attuale del molo, gli abitanti in allarme chiedono attenzione
Riprende l’attività effusiva dello Stromboli e gli abitanti sollecitano la risistemazione urgente del porto di Scari, a Stromboli, e di quello di Protezione civile a Ginostra, danneggiati dalle recenti mareggiate.
“Fondamentale la loro piena efficienza – afferma l’isolano, Mario Lo Schiavo – per garantire non solo la mobilità ma anche eventuali interventi in emergenza legati all’attività del vulcano”.
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo, ha comunicato, nella serata di venerdì, che dall'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza si osserva che è in corso un'attività effusiva da tracimazione lavica dalla bocca N2 dell'area craterica Nord, che produce un modesto e lento flusso lavico i cui fronti si attestano nella parte alta della Sciara del Fuoco e che dal punto di vista sismico l'ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente all'interno della fascia dei valori alti.
Intanto, dopo le riunioni dei giorni scorsi, si apprende che lunedì inizieranno i lavori all’approdo di Scari e la ditta ha assicurato che entro 40 giorni saranno ultimati. Si procederà con la sostituzione dei ponti danneggiati ed il ripristino e la messa in sicurezza di tutta la zona portuale interessata dai recenti danni.
Intanto, nell’attesa, si sta cercando una soluzione per il trasporto del carburante nella centrale elettrica e per il trasporto fuori dell’isola dei rifiuti solidi urbani. Per quanto riguarda i danni al pontile degli aliscafi di Ginostra e al resto della struttura portuale, lunedì si farà il punto della situazione con un sopralluogo.
Intanto, il consorzio degli edili di Stromboli (Cis) guidato da Vincenzo Cusolito, scrive al Prefetto evidenziando: “Che, in un contesto vulcanico attivo, il mantenimento dei servizi essenziali e di una mobilità sicura non rappresenta solo un’esigenza ordinaria, ma un fattore vitale per la gestione delle frequenti emergenze”.