Criminalità
Assalti falliti agli sportelli Atm di Macchia e Carrubba
Tra Giarre e Riposto un commando di uomini incappucciati ha colpito due uffici postali usando la "tecnica della marmotta". S’indaga su una banda specializzata che agisce nella zona jonica
Un commando criminale, composto da almeno due uomini incappucciati, ha seminato il panico tra le frazioni di Macchia e Carrubba di Riposto, tentando di neutralizzare gli sportelli Atm Postamat con la tecnica dell'esplosivo. Nonostante i gravi danni strutturali, il colpo è fallito in entrambi i casi: i banditi sono fuggiti a mani vuote, lasciando dietro di sé danni ad un erogatore nell’ufficio postale di Carrubba e un ordigno inesploso a Macchia.
Il primo obiettivo è stato l'ufficio postale di via Principe di Piemonte, a Macchia di Giarre, poco dopo le 2. Qui il piano dei malviventi si è scontrato con un difetto tecnico: l'ordigno posizionato per scardinare il Postamat - artigianalmente utilizzata la “tecnica della marmotta” non è esploso. Su una piccola lastra di ferro è stato fissato un congegno esplosivo, infilata a forza in una delle fenditure degli sportelli Atm. Nei casi di Macchia e Carrubba i malviventi avrebbero utilizzato modiche quantità di esplosivo che, in un caso, hanno finito solo per scardinare la cassaforte, rimasta tuttavia integra. I due malviventi, dopo alcuni concitati tentativi, temendo l'arrivo delle forze dell'ordine, hanno rinunciato all’azione e si sono dileguati.
Tuttavia, non paghi del fallimento, i banditi si sono spostati pochi chilometri più in là, a Carrubba di Riposto. In via Nazario Sauro, la tecnica è stata la medesima, ma stavolta l'esplosione è avvenuta. La deflagrazione, considerato il modico quantitativo di polvere pirica usata, è stata contenuta. Ma la fortuna non ha assistito il commando: nonostante i danni al dispositivo, la cassaforte del Postamat ha retto, negando ai ladri il bottino. I carabinieri della Compagnia di Giarre hanno immediatamente avviato le indagini, acquisendo le immagini delle telecamere di videosorveglianza di entrambi i siti e delle possibili vie di fuga. Nell’ufficio postale di via Principe di Piemonte, a Macchia, si è reso necessario l'intervento degli artificieri del comando provinciale per la bonifica e la messa in sicurezza dell’area, rimasta isolata per ore.
Sul fronte delle indagini l'ipotesi degli inquirenti è che si tratti di una banda specializzata che sta martellando la zona jonica da settimane. Il modus operandi appare infatti identico a quello dei recenti colpi avvenuti a Torre Archirafi (distributore di sigarette di un bar tabacchi di piazza Vagliasindi), Mascali (dispositivo cambio monete di una stazione di servizio) e Calatabiano (colonnina cambio monete di un rifornimento, sulla Statale 114).