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Tram a Palermo, luce verde del Tar all’appalto dopo il ricorso: ma il cancello storico di villa Ventimiglia deve essere salvato

Il contratto bloccato per settimane ora può diventare operativo: il nodo della dimora nella zona di San Lorenzo

22 Febbraio 2026, 07:00

Tram a Palermo, luce verde del Tar all’appalto dopo il ricorso: ma il cancello storico di villa Ventimiglia deve essere salvato

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Sulle nuove linee del tram si inizia a fare sul serio. Mentre si aspetta l'avvio del cantiere per la tratta C è arrivata a conclusione una vicenda burocratica che ha tenuto congelato per settimane il contratto d'appalto. L'attesa era per una sentenza del Tar su un ricorso del consorzio arrivato secondo nella procedura per l'assegnazione dell'appalto da 176milioni di euro. Tra i nodi da risolvere anche quello dell'abbattimento di cancello monumentale su cui la Soprintendenza ha posto il vincolo.

La tratta al centro del contendere è la E1-E2 sud che partendo dalla zona dello stadio arriverà alla rotonda di via Lanza di Scalea, intercettando anche il passante ferroviario in viale Francia. Uno stralcio per cui il Comune ha già trovato i finanziamenti. Dopo una gara d'appalto l'amministrazione ha proclamato vincitore il raggruppamento di imprese guidato dall'impresa D'Agostino Costruzioni Generali, che secondo quanto previsto dalla procedura si è aggiudicato sia la progettazione esecutiva, ovvero l'ultimo livello di progettazione che definisce i dettagli su ogni intervento da realizzare, i materiali da usare, i costi e i tempi, che l'esecuzione dei lavori.

Quelli in cui fu aggiudicata la gara erano mesi in cui l'amministrazione comunale procedeva a tappe forzate, per un semplice motivo: secondo le regole stabilite dal governo ogni obbligazione giuridicamente vincolante doveva essere chiusa entro il dicembre del 2025 pena la perdita totale dei finanziamenti. Si doveva correre e si doveva evitare qualsiasi inciampo o stortura burocratica.

I quali, puntualmente, arrivarono sotto forma di un ricorso al Tar da parte di Conpat Consorzio Stabile, che il 23dicembre presentò i documenti ai giudici amministrativi per fermare l'assegnazione a D'Agostino. Il Tar stabilì di pronunciarsi a gennaio, troppo tardi per la firma del contratto e per non perdere i soldi, e c'era anche il problema dello stand still, il periodo in cui si attende la pronuncia su un ricorso e in cui il Comune non può, per legge, firmare alcunché. Il Comune decise di firmare comunque il contratto in modo da non perdere i finanziamenti, ma inserendo una clausola per congelarlo fino a che non si fossero pronunciati i giudici. La firma del contratto avvenne il 30 dicembre.

A quel punto tutto si fermò in attesa della pronuncia del Tar sul ricorso. La tratta E2 prevede un percorso che dovrebbe passare anche dalla zona in cui viale Strasburgo incrocia via San Lorenzo, in corrispondenza di villa Ventimiglia. Dove in teoria sarebbe necessario demolire un cancello monumentale con una guardiola su cui la Soprintendenza ai beni culturali ha posto un vincolo. Il problema è che nell'offerta tecnica della D'Agostino non c'è traccia delle prescrizioni della Soprintendenza. Dunque, era la tesi dei ricorrenti, bisognava annullare l’aggiudicazione a D’Agostino.

Dopo qualche settimana il Tar si pronuncia annotando che la soluzione al rebus di villa Ventimiglia non doveva arrivare già nella fase di offerta tecnica, quella con cui D'Agostino ha vinto la gara d'appalto, ma in quella di progettazione esecutiva. Sul rispetto dei tempi di stand still i giudici amministrativi hanno di fatto assolto il Comune, riconoscendo che ha agito di corsa per non perdere il finanziamento su tutta l'opera. Il rispetto dello stand still, sottolineano i giudici, avrebbe comunque fatto perdere l'appalto alla ricorrente, dato che si sarebbe perso il finanziamento per l'opera.

Ottenuto il via libera dai giudici le cose hanno ricominciato a mettersi in moto. L'azienda D'Agostino ha versato le massicce somme richieste dalla procedura, 23 milioni di euro di cauzione e coperture assicurative per quasi 30 milioni di euro, mentre tre giorni fa il Comune con una determina dirigenziale ha "scongelato" il contratto d'appalto, rendendolo di fatto operativo. La D'Agostino potrà ora iniziare la progettazione esecutiva, che richiederà almeno tutto l'anno 2026.