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L'inchiesta

Liberty Lines, indagine non chiusa: dissequestro ma i giudici parlano di indizi gravi e criticità nella flotta

La società nel mirino per truffa, corruzione, falso, frode e attentato alla sicurezza dei trasporti: 46 indagati. La Procura annuncia ricorso in Cassazione

22 Febbraio 2026, 09:31

Liberty Lines, indagine non chiusa: dissequestro ma i giudici parlano di indizi gravi e criticità nella flotta

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Liberty Lines e la cerchia dei presunti reati (truffa, corruzione, falso, frode, attentato sicurezza dei trasporti) commessi tra il 2021 e il 2023, restano al centro dell'attività di indagine di Procura e Guardia di Finanza. Una indagine esplosa a novembre scorso con misure cautelari e sequestri, indagati 46 soggetti, amministratori, manager della società navale, comandanti di aliscafi e ufficiali di Capitaneria. Un confronto stile "braccio di ferro" tra accusa e difese, ma quello che oggi emerge è che la partita giudiziaria è tutt'altro che conclusa.

È cosa nota che le decisioni dei giudici del riesame, Tribunali di Palermo e Trapani, risalenti a fine dicembre, sono risultate favorevoli ai sette indagati ai quali sono state revocate le misure cautelari (divieto di dimora e interdizione) per l'assenza dei gravi indizi ed alla stessa società navale rimasta sequestrata per pochi giorni. Liberty Lines è potuta andar fiera di sostenere che mai la navigazione è stata insicura. La Procura è intenzionata a ricorrere in Cassazione contro tutte le decisioni dei riesami, ma l'indagine non si è afflosciata, trova, anzi, un preciso riscontro proprio nelle motivazioni della pronuncia sul dissequestro della società navale. È una ordinanza solo in parte sfavorevole alla Procura, che vede un bicchiere "mezzo pieno" o forse anche di più. I giudici del Tribunale di Trapani (presidente Messina, a latere Badalucco e Nodari) mettono nero su bianco sul fatto che gli indizi che hanno smosso la Procura si sono rivelati gravi e provati: "condivisibili le considerazioni del Gip, sull'esistenza di un articolato sistema di rapporti illeciti".

Gli indizi sono pesanti e l'indagine non si è sgonfiata. È un riesame che forse fa masticare amaro alla Liberty Lines. Ancora il riesame evidenzia un "audit" sulla sicurezza imposto alla Liberty Lines, risalente al 2022 che risulterebbe incompleto, la Finanza ha sequestro documentazione prodotta dalla Capitaneria nei primi di dicembre 2025. Ma a pesare è anche il Rina (Registro navale) che sempre a dicembre 2025 scrive che "non sono messe in evidenza potenziali carenze". "Tali perduranti mancanze - scrivono i giudici - riguardano aspetti rilevanti..."

Ma va aggiunto, però, che i giudici sono stati per il dissequestro. Nelle motivazioni depositate lo scorso 5 febbraio, essi spiegano di averlo fatto, perché quella flotta di aliscafi, oggetto di indagine, risulta essere stata rinnovata. "Certamente rilevante - scrivono infatti i giudici - al fine di contrastare il ripetersi di condotte illecite di quelle contestate, risulta l'ammodernamento della flotta della Liberty Lines Spa tra il 2021 e il 2022; molte delle navi sono state cedute o dismesse, ne sono state ordinate ben nove con propulsione ibrida, sette già in esercizio". Conseguenza vuole, che in mare, quindi, al momento delle indagini ci sarebbero stati mezzi non del tutto efficienti. I giudici del riesame ne accertano "ben ventuno, una parte assai rilevante della flotta".

Nell'ordinanza risulta l'elenco degli aliscafi oggetto di avarie. E quasi a non far preoccupare chi usa questi mezzi, che collegano la Sicilia alle isole minori, il Tribunale annota: "L'acquisto di nove nuove navi consente di affermare che circa la metà dei mezzi in cattivo stato di manutenzione siano stati sostituiti, per cui per le nuove navi non appare possibile porre in essere ulteriori reati". La disputa giudiziaria resta aperta.