omicidio stradale
Guidava con tasso alcolico 5 volte oltre il limite: confermata la pena per lo schianto che uccise Giuseppe Terrosi
Corte di Cassazione: diventa definitiva la condanna per l'automobilista agrigentino che causò l'incidente
Il luogo dell'incidente mortale
Condannato definitivamente a 3 anni di reclusione, Maurizio Modica, l'automobilista agrigentino di 56 anni, accusato di omicidio stradale in seguito alla morte del trentaduenne Giuseppe Terrosi, seduto nel sedile posteriore della Peugeot 207, guidata dall'imputato, perse il controllo del mezzo impattando prima contro un palo della luce, poi contro un muro di cinta, nella notte del 22 febbraio del 2020. Lo ha deciso la Cassazione, rigettando il ricorso della difesa. Confermata la sentenza emessa dalla Corte d'appello di Palermo che aveva già ridotto la condanna da 4 a 3 anni.
L'imputato, come evidenziato nella consulenza dell'ingegnere Venero Torrisi per conto della Procura di Agrigento, quella notte si rese responsabile di molteplici violazioni del Codice della strada. Guidava con un tasso alcolico di cinque volte superiore al limite consentito dalla legge, aveva assunto sostanze stupefacenti e aveva superato di 20 chilometri orari il limite, fissato in 30, con cui ha percorso la curva di via dei Borboni, una traversa del viale Cavaleri Magazzeni. La circostanza gli avrebbe fatto perdere il controllo della Peugeot che ha urtato contro il muro. Nell'impatto Terrosi, seduto nel sedile posteriore dell'auto, ha battuto la testa morendo sul colpo. Restarono feriti lo stesso Modica e gli altri due amici, fra cui una ragazza ventenne, che si trovavano nell'auto.