il fatto
Tamajo, una scelta a tutto Sprint. Le carte sulla nomina di Di Matteo: «Chi dichiara il falso ne risponde»
Accordo Regione-Maeci per l'export e rilancio: la nomina del direttore solleva dubbi su conflitti d'interesse e trasparenza
Il rafforzamento del "Sistema Paese" in Sicilia è passato recentemente attraverso la firma di un protocollo d'intesa tra la Regione siciliana (Dipartimento Attività Produttive) e il Maeci (Farnesina), con l’obiettivo di sostenere l'export e il posizionamento delle imprese isolane sui mercati esteri. Un accordo, diceva il comunicato, il primo con una Regione, finalizzato a sviluppare, promuovere e sostenere iniziative congiunte per favorire l’internazionalizzazione del sistema economico, scientifico e culturale siciliano, rafforzando il posizionamento delle imprese e degli attori culturali regionali sui mercati esteri, valorizzando le eccellenze del territorio.
Poi la postilla, «l'attuazione di questo piano è affidata allo sportello Sprint Sicilia e alla direzione generale per la crescita e la promozione delle esportazioni del ministero».
Ma cosa è lo Sprint? Si tratta dello Sportello regionale per l’Internazionalizzazione. È lo snodo vitale che accompagna le imprese siciliane verso i canali nazionali. La sua genesi giuridica affonda nell'accordo del 2002 tra Ministero e Regioni che aveva previsto una rete di sportelli sul territorio collegati al sistema pubblico dell’export, con Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, insieme a Simest e Sace. Nel tempo quel modello si è sfilacciato. In un passaggio formale del 2023, acquisito quindi anche dalla Regione, il Maeci ha riferito che gli sportelli previsti dall’intesa del 2002 non risultavano più operativi né ospitati all’interno di Ice e che la stessa Agenzia non operava più in ambito Sprint.
L'amministrazione regionale ha optato per il rilancio della struttura in una forma diversa e non più incardinata in Ice e di procedere alla nomina di un responsabile. A guidare lo sportello è stato chiamato, con incarico fiduciario dell’assessore alle Attività produttive Edy Tamajo, decorrente dal 1° gennaio 2024, Tommaso Di Matteo, 32 anni, il cui contratto è stato recentemente prorogato fino al 31 dicembre 2026. Lo sportello nasce per fare da front office per chi vuole affacciarsi sui mercati esteri, aiutando le imprese a orientarsi tra bandi, missioni, fiere, contatti istituzionali e servizi del sistema pubblico. Lo stesso Print, Piano regionale per l’internazionalizzazione 2026-2028 approvato dalla giunta, dedica allo Sprint un capitolo specifico, segno che la Regione lo considera uno strumento operativo della propria strategia.
Continuando a scorrere tra determine e delibere, ecco il decreto di conferimento di incarico nel quale si legge anche che, durante l’istruttoria, il dottor Di Matteo ha trasmesso ulteriore documentazione “rivisitando” una dichiarazione sugli incarichi in corso presso società private iscritte nei registri. Un passaggio che indica come il tema delle cariche societarie sia entrato, sul piano documentale, nella fase di nomina. Negli atti pubblicati, però, non compare il contenuto di quelle dichiarazioni, né un passaggio altrettanto chiaro che espliciti l’esito della verifica di compatibilità. Legittimo chiedersi quali siano le società private e di cosa si occupino. Sono almeno tre, la Cpw Italia srl, di cui Di Matteo è presidente del consiglio di amministrazione e socio di controllo e Cesapi srl, centro servizi amministrativi per professionisti e imprese, di cui è amministratore unico e socio e la Valle dell’Halaesa società cooperativa sociale di comunità. Leggendo meglio di che tipo di società si parla, qualche domanda sorge spontanea sulla possibile incompatibilità. Di Matteo, in quanto direttore dello sportello Sprint, è il punto di contatto per le aziende che cercano assistenza pubblica per affacciarsi sui mercati esteri. Lo sportello pubblico infatti eroga consulenza e accompagnamento con servizi specialistici come analisi strategiche, supporto finanziario, contrattualistica e fiscalità internazionale, project ed export management, marketing internazionale, sostenibilità e assistenza tecnica di follow-up.
La Cpw Italia Srl si occupa di assistenza tecnica alle aziende per migliorare i processi organizzativi e gestionali, di digitalizzazione dei processi aziendali, oltre a valutare e pianificare attività di export e internazionalizzazione e a supportare l’elaborazione di business plan e strategie aziendali. La Cesapi Srl si occupa di intermediazione burocratica e finanziaria, di servizi rivolti a imprese e professionisti diretti al disbrigo di pratiche amministrative, incluse le iscrizioni allo Sportello unico. Gestione contabile e amministrativa, servizi per l'ottenimento di finanziamenti agevolati e reperimento di fonti finanziarie per industria, commercio e turismo, oltre ad attività di marketing e pubblicità e servizi informatici. Ma anche attività legate a import-export, creazione e gestione di reti d’impresa, partecipazione a bandi e progetti. Entrambe le società hanno la facoltà di operare in favore di Regioni e altri enti pubblici. Nella Valle dell’Halaesa società cooperativa sociale di comunità, Di Matteo ricopre il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione e rappresentante d’impresa. Tra le attività ci sono anche la vendita di «servizi di viaggio posticipati» e sebbene nasca come impresa sociale senza scopo di lucro, presenta obiettivi come la creazione di reti per la valorizzazione delle risorse locali a livello provinciale, regionale, nazionale e internazionale e la ricerca di fondi comunitari. È in questa cornice che torna centrale il tema della compatibilità e della piena pubblicità delle dichiarazioni.
Se chi definisce o gestisce il servizio pubblico è lo stesso che detiene la proprietà di aziende che vendono consulenza per quegli stessi servizi, chiedere dei chiarimenti è legittimo.
Contattato telefonicamente l’assessore Tamajo ha sostenuto che la nomina è in regola e che non ci sono criticità: «Tutte le nomine passano dal vaglio degli uffici. Siamo molto attenti, non abbiamo sbagliato mai nulla da questo punto di vista. Se qualcuno ha dichiarato qualcosa di illegittimo ne risponde personalmente». Sulle società private, l’assessore dichiara di non conoscerle, eppure più volte ha partecipato ad eventi e incontri in cui Di Matteo era presente proprio in rappresentanza delle sue società.