LA DELIBERA
«Basta varianti, si lavori sul Piano urbanistico»: il "caso" Librino fa scattare la protesta in Consiglio comunale
Il progetto per una casa-alloggio nei pressi dell'ospedale San Marco, proposto dalla società Edil 80, fa emergere un grande tema in aula consiliare: quello del Pug
«Con la presente si sollecita formalmente l'amministrazione a volere evitare la trasmissione al Consiglio Comunale di ulteriori varianti urbanistiche al vigente Prg, se non in casi di comprovata e indifferibile urgenza, concentrando ogni sforzo amministrativo e tecnico sulla conclusione dell'iter del nuovo Pug (Piano urbanistico generale, ndr) entro il termine annunciato». La lettera di Sebastiano Anastasi, presidente del Consiglio comunale, è forte, certo, ma non è inattesa.
Anastasi ha inviato la sua missiva - che ha il sapore di una reprimenda - lo scorso venerdì, invitando sindaco e giunta a concentrarsi sul Pug anziché stare a pensare a eventuali varianti. Di riferimenti precisi nella lettera non ce n’è. E neanche nel comunicato stampa con il quale Palazzo degli Elefanti, ieri, ha dato notizia di questa interlocuzione.
Sicuramente, però, di varianti urbanistiche “dibattute” ce ne sono. Le voci di corridoio del municipio, di solito beninformate, raccontano di qualche discussione interna alla giunta comunale a proposito della possibilità che una o più varianti dovessero passare da lì prima che dal Consiglio comunale. E si racconta altresì di un certo stupore nel notare come, anziché dalla direzione Urbanistica, queste modifiche allo strumento regolatore vigente arrivassero dalla direzione Attività produttive.
A giudicare da quanto scritto da Anastasi, e dal fatto che tra gli ultimi atti approvati dalla giunta di varianti non ce n’è, si dev’essere arrivati alla conclusione di lasciare al Consiglio comunale la responsabilità della faccenda. È del resto il Consiglio l’organismo deputato alle decisioni di carattere urbanistico. Secondo quanto risulta a La Sicilia, la pietra dello scandalo è il progetto di una «casa-alloggio per minori, inabili e anziani» che la società Edil 80 srl, con sede a Trecastagni (di cui è legale rappresentante la 89enne Anna Maria Rosa Giuffrida), vuole costruire in viale Moncada, a Librino.
La conferenza dei servizi si è chiusa favorevolmente ad agosto 2025, dopo un iter cominciato nel 2016 e andato piuttosto male. Ai tempi la ditta aveva proposto la costruzione di una residenza sanitaria da mettere al servizio del vicino ospedale San Marco, allora in costruzione. Delle sei particelle catastali di proprietà dell’impresa, buona parte sono zone verdi, una destinata a mandorleto. Da una sentenza del Cga datata 2022 si apprende che il Comune aveva opposto un diniego al progetto poche settimane dopo la sua presentazione, perché «prevedeva attività di carattere residenziale (la realizzazione di 235 appartamenti oltre alla reception e gli uffici amministrativi)», cosa che lasciava intravedere il rischio che gli eventuali volumi costruiti vengano poi di fatto destinati a residenza.
Il Tar rigetta il ricorso della società, ma il Cga invece dà ragione alla Edil 80 srl perché il Comune avrebbe violato il normale svolgimento del procedimento amministrativo. Il risultato è che quattro anni fa l’iter riparte, la conferenza dei servizi si fa tra il 2024 e il 2025 e ad agosto, dopo un parere favorevole della direzione Urbanistica, non rimane da ottenere altro che l’autorizzazione del Consiglio comunale tramite una variante. «Strumento attuativo necessario ai fini della realizzazione dell’intervento concernente l’immobile da destinare alla comunità alloggio e ai centri socio-riabilitativi».
La firma, sulla proposta di deliberazione che sarebbe dovuta arrivare al vaglio del Consiglio comunale, è della direttrice delle Attività produttive Valentina Noto e arriva dopo che, come detto, la direzione Urbanistica aveva già dato parere favorevole al progetto, sottolineando che l’area dove costruire è in parte «verde rurale» e in parte «sede stradale» e che, secondo la legge, una volta concessa la variante, per vent’anni la costruzione deve rimanere adibita a comunità alloggio e centri socio-riabilitativi. Paletti che potrebbero non essere sufficienti per fare approdare la pratica in aula consiliare.
Del resto, scrive Anastasi nella lettera inviata alla giunta, «nelle more della presentazione del nuovo strumento urbanistico generale, non appare coerente né opportuno sottoporre all’esame del Consiglio comunale varianti al vigente Piano regolatore, se non in casi di comprovata e indifferibile urgenza».