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il caso

"Spendiamo un patrimonio per notificare le contravvenzioni: si cambi metodo"

Il consigliere comunale Erio Buceti segnala l'esborso di 6,5 milioni di euro nel 2025: "Con la piattaforma Send costi abbattuti"

22 Febbraio 2026, 23:00

"Spendiamo un patrimonio per notificare le contravvenzioni: si cambi metodo"

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In piena rivoluzione digitale può il Comune spendere ancora milioni di euro per le notifiche cartacee delle multe? Parliamo di quasi 6,5 milioni di euro sborsati nel 2025 (6.440.986,9 euro, per la precisione, con i dati noti) e di 534.146,7 euro solo per il mese di gennaio 2026. Cifre, e non sono le sole, inserite nella mozione protocollata e inviata alla Presidenza del consiglio sabato scorso da Erio Buceti, consigliere comunale di Fratelli d'Italia. «Qui c'è poco da essere maggioranza o opposizione - ha commentato Buceti - si tratta di utilizzare bene le risorse».

«È sconcertante - ha aggiunto - specie se si considera l'esistenza dal 2019 della piattaforma digitale “Send" (Servizio notifica digitale) che ridurrebbe da circa 18 euro (costo non predeterminato in misura fissa) a 2 euro l'invio di una notifica. Con la mozione si chiede al Comune di aderire alla piattaforma che il legislatore aveva istituito proprio per consentire agli enti locali di risparmiare. Per fare un esempio, a gennaio 2026 il costo si sarebbe fermato a 57.556 euro…».

Buceti, come ha scovato questo potenziale spreco di risorse pubbliche? «Stavo spulciando alcune determine sul sito - ha spiegato - e mi è saltata all'occhio la spesa inaudita per il mese di gennaio 2026 per il servizio di notifiche di Poste Italiane, oltre 500 mila euro per l'invio di 28.778 verbali. Ho dunque controllato quanto fosse stato sborsato in tutto il 2025 notando, oltre alle cifre spropositate, quando indicate, anche il fatto che in queste determine non sempre veniva riportato il numero degli atti notificati, il che non consente di avere cognizione piena ed esaustiva dell'informazione. E questo ovviamente non va bene: chi ha curato questa attività a volte è stato “sommario" e mi auguro che quanto denunciato non si verifichi più».

Vediamole, dunque, le cifre del 2025: il numero degli atti risulta “non conosciuto" per i mesi di gennaio, quando per le notifiche si era speso 743.045,85 euro, 766.089,77 euro per febbraio, 554.089,29 euro per marzo, 610.357,13 euro per aprile e 704.868,94 euro per maggio. Non si rileva la cifra né il numero di atti per il mese di giugno, a luglio risulta una spesa di 644.674,27 euro senza numero di atti, così come ad agosto, per cui si evince solo la cifra, 374.096,92 euro. A settembre si parla di una spesa di 553.728,53 euro per 29.883 atti notificati, a ottobre 568.150,09 euro per 30.610 atti, a novembre 451.309,85 euro per 24.315 verbali inviati, a dicembre 470.757,96 euro per un numero di atti non conosciuto.

«Il servizio di notifiche digitali - ha puntualizzato Buceti - non potrà chiaramente essere esteso a tutti i destinatari, ma solo a chi è dotato di pec o ha installato l'app “IO": comunque una buona parte di popolazione, anche perché sono strumenti sempre più previsti dal governo negli anni per servizi paralleli. Di certo il risparmio sarebbe netto e abbiamo l'obbligo di individuare queste risorse per destinarle ad altro, magari all'abbattimento delle barriere architettoniche, alla riqualifica di immobili e spazi pubblici o al risanamento di aree di fatto degradate. Siccome si parla di milioni di euro può essere rivoluzionario: non farlo sarebbe una grave noncuranza».