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il paradosso

Concorso bloccato: nessuno vuole giudicare i futuri primari. L’allarme dell'Asp

Fuga dalle commissioni di concorso. Ventiquattro "No" da tutta Italia

23 Febbraio 2026, 11:29

sanità Sicilia

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Nella sanità agrigentina la carenza di personale sanitario non è dovuta solo alla altrettanto cronica carenza di partecipanti ai bandi espletati dalle strutture sanitarie di tutta la Sicilia. C'è anche un problema diverso, che la stessa azienda sanitaria provinciale conferma parlando di un concorso di primario che riguarda l'ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera. Per la individuazione del nuovo responsabile dell'Unità operativa di Malattie infettive, posto rimasto vacante dopo le dimissioni per motivi personali del dottore Giuseppe Rotondo, l'Asp ha avviato le consuete procedure per la nomina della Commissione, ma il concorso non ha ancora potuto prendere avvio per il ripetuto rifiuto, da parte di ben ventiquattro professionisti interpellati su tutto il territorio nazionale, ad accettare l’incarico di componente esterno della Commissione.

È singolare che in Sicilia, ad Agrigento, ci siano difficoltà anche a reperire figure che devono svolgere un compito temporaneo, per giunta ben pagato.

«È un problema legato anche a causa di oggettive difficoltà logistiche – dice il direttore sanitario Raffaele Elia - un elemento che ha inevitabilmente inciso sui tempi, ma che non dipende da inerzia o mancanza di una nostra volontà».

Sullo sfondo di un problema che si è verificato anche in altre Asp, pare ci sia anche la complessità delle procedure e la responsabilità penale/amministrativa legata al ruolo di commissario, che scoraggia la disponibilità di professionisti qualificati esterni alla regione. Sulla vicenda specifica del concorso di Ribera, nei giorni scorsi c'è stata un'interrogazione all'assessore alla sanità del deputato regionale Dc Carmelo Pace. L'Asp provinciale ha attivato per tempo tutti gli adempimenti necessari alla costituzione della commissione esaminatrice, che come previsto dalla normativa deve essere composta – dal direttore sanitario aziendale e da tre professionisti esterni sorteggiati tra gli specialisti della disciplina. Ma ad oggi nessuno ha accettato l'incarico di commissario.