mafia e droga
Processo Kerkent, emessa la sentenza: condannati due fedelissimi di Massimino, assolti gli altri cinque imputati
I verdetti dello stralcio ordinario: ecco i particolari della sentenza
Due condanne e cinque assoluzioni nel troncone ordinario dell’inchiesta antimafia “Kerkent” sugli affari del clan riconducibile ad Antonio Massimino. Lo ha deciso la prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato.
Pasquale Capraro, 36 anni, è stato condannato a 6 anni di reclusione; Angelo Cardella, 55, a 13 anni.
Sono stati invece assolti da ogni accusa Angelo Iacono Quarantino, 35 anni; Francesco Luparello, 53; Gabriele Miccichè, 37; Saverio Matranga, 49; e Calogero Trupia, 41.
Il processo ha ricostruito il presunto sistema di traffico di stupefacenti che, secondo la pubblica accusa, sarebbe stato messo in piedi dal capomafia di Villaseta, Antonio Massimino, per finanziare la famiglia mafiosa.
Solo Miccichè rispondeva anche di violenza sessuale e sequestro di persona, contestati in concorso con Massimino e l’imprenditore Salvatore Ganci (giudicati separatamente), per un presunto episodio di rappresaglia ai danni della moglie di un collaborante che avrebbe raggirato il commerciante d’auto con un assegno falso.
Il Pm della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, aveva sollecitato sette condanne, con pene fino a 18 anni di carcere.