San Giovanni La Punta
Lauretta e quel sorriso rimasto dimenticato e tradito dal “silenzio”
Un caso politico la memoria della dodicenne uccisa dal padre nel 2014. Il consigliere Coco denuncia: «Una vergogna»
In politica esistono confini che non dovrebbero mai essere valicati, temi che per loro natura dovrebbero unire anziché dividere. La lotta al femminicidio e la tutela della memoria delle vittime sono tra questi. Eppure, a San Giovanni La Punta, il ricordo di una bambina di 11 anni, Laura, assassinata dal padre nel 2014, è diventato il centro di una polemica accesa che scuote l’amministrazione comunale.
Laura, per tutti Lauretta, era una figlia del territorio puntese. Al centro della denuncia del consigliere Simone Coco c'è un paradosso: da un lato le dichiarazioni d'intento, dall'altro l'immobilismo dei fatti. Un anno fa era stata approvata una mozione per la riqualificazione di tre panchine rosse e la sostituzione delle targhette dedicate a "Laura Lallipop" e a tutte le vittime di violenza. Ad oggi, il risultato è parziale e privo di identità: due panchine riqualificate, ma nessuna targhetta. Sono rimaste panchine anonime. Senza nome. Senza memoria. Come se qualcuno avesse deciso, ancora una volta, di spegnere quel sorriso bambino.
Il disappunto nasce anche dal mancato seguito alla proposta di dedicare la Villa comunale a Laura nel decimo anniversario della sua scomparsa. Un gesto simbolico che, secondo il consigliere comunale di opposizione, resta bloccato nei cassetti della maggioranza senza spiegazioni né cronoprogrammi. Il terreno di scontro si sposta inevitabilmente sulle responsabilità politiche. Il dito è puntato contro i colleghi di maggioranza. Il consigliere Coco ha lamentato una violazione del regolamento, alla richiesta formale di atti amministrativi presentata il 16 febbraio (che prevederebbe risposta entro 24 ore), è seguito solo il silenzio. Le critiche sollevate mettono in luce una divisione netta su come interpretare il ruolo pubblico. Si accusa l'Amministrazione di limitarsi alla "politica dei simboli di facciata" (fasce tricolori e discorsi il 25 novembre) senza dare seguito ad atti concreti. La violenza non si combatte con i discorsi, ma con l'educazione e il rispetto della memoria.
Il caso di San Giovanni La Punta dimostra quanto sia difficile, talvolta, trasformare il dolore collettivo in azione amministrativa condivisa. Quando la politica si divide su un tema come il femminicidio, il rischio è che il messaggio educativo si perda nel "rumore" del dibattito d'aula. Da cittadino puntese mi vergogno di questo immobilismo conclude il consigliere Coco, chiedendo scusa alla famiglia di Laura. La domanda che resta aperta è se la memoria di una vittima possa davvero essere ostaggio di dinamiche tra maggioranza e opposizione o se, finalmente, prevarrà il senso del dovere civile.