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Dopo il ciclone

A Giardini Naxos si lavora alla bonifica dei fondali di Schisò

Gli interventi avviati dai privati che gestiscono lo sbarco dei tender, resta disastrosa la situazione nella zona della Nike

23 Febbraio 2026, 22:00

A Giardini Naxos si lavora alla bonifica dei fondali di Schisò

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Partite le prime opere di bonifica dei fondali del molo di Schisò. Ad avviare gli interventi sono stati i privati che gestiscono il terminal di sbarco dei tender delle navi da crociera. Una coppia di sub ha fatto da guida per liberare il fondo marino dai detriti portati a mare dalla furia del ciclone Harry. Questi sono stati fissati ad un mezzo che li ha portati in secco. È stato recuperato di tutto, dalle lamiere divelte alle barriere “new jersey” che servono per delimitare l'area fondamentale per l'accoglienza degli ospiti che raggiungono la baia a bordo di lussuose navi. È questo uno dei primi segnali di ritorno alla normalità di quella parte portuale che comunque non è stata interdetta alla navigazione. Sempre in questa zona, appunto, si stanno svolgendo le opere per l'installazione dei pontili galleggianti. Un intervento questo che pure in questo caso sarà preceduto da una bonifica dei fondali, ove possibile, anche per garantire una navigazione sicura delle imbarcazioni da diporto attese per la prossima stagione estiva. Questo, quindi, accade nella zona “libera”. Ben diversa è la situazione del molo che nella sua parte terminale è in condizioni pessime.

Locamare e Palazzo dei Naxioti stanno spingendo per la riapertura, almeno in parte, della zona di attracco anche per venire incontro alle esigenze di pescatori ed operatori turistici delle escursioni in barca. Questo sarà possibile anche perché le indagini subacquee finora effettuate hanno dato un panorama confortante sulla solidità del molo. Sarebbe imminente, dunque, una riapertura della struttura, sicuramente, con spazi ridotti. Nel frattempo dopo i sopralluoghi effettuati, non si hanno notizie sulle opere necessarie a ripristinare la parte del molo rovinata dalla furia della tempesta. I tempi burocratici sembrano essere lunghi e si parla già di interventi da avviare il prossimo anno. Insomma una situazione molto fluida in un contesto che ambisce a tornare alla normalità. Ed in questo senso si stanno muovendo le attività private. Ad esempio un noto ristorante ubicato proprio all'ingresso del molo ha riaperto, in tempi da record, dopo che le onde del mare hanno invaso la struttura dove le porte sono rimaste aperte proprio per evitare al massimo i danni. Resta disastrosa, invece, la situazione della zona della “Nike”, la statua che ha superato la furia dei marosi. A distanza da un mese dall'evento calamitoso i detriti sono ancora lungo la strada che è chiusa al traffico. Una situazione questa che impedisce una riapertura dei ritrovi che si trovano nella panoramica arteria. In ogni caso vi sono, infine, in zona di San Pancrazio altri lidi dove si sta lavorando per prepararsi alla stagione balneare.