24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 06:15
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Nizza di Sicilia

Il dopo “Harry”, esperti a confronto sul fronte mare

L'obiettivo è studiare una pianificazione condivisa della costa e le nuove vie di comunicazione

24 Febbraio 2026, 06:00

Il dopo “Harry”,  esperti a confronto sul fronte mare

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Il ciclone Harry segnerà un punto di svolta per la riviera jonica messinese. Le mareggiate hanno colpito lungomari, sottoservizi, abitazioni e attività economiche, aggravando un’erosione costiera che da anni riduce le spiagge e mette sotto pressione i centri abitati. Dopo la fase degli interventi urgenti per ripristinare viabilità e servizi essenziali, a Nizza di Sicilia si è aperto un confronto tecnico sul futuro del fronte mare. Nella sala consiliare si sono riuniti rappresentanti delle Università di Messina, Reggio Calabria, Catania e Siracusa, del Politecnico di Torino, gli Ordini professionali di geologi, ingegneri e architetti, il Collegio dei geometri, amministratori della fascia jonica e comitati civici.

Un tavolo ampio, promosso dall’amministrazione comunale, per superare la logica dell’emergenza e avviare una pianificazione condivisa. «È stata la prima occasione di riflessione organica dopo il ciclone», ha spiegato il presidente del Consiglio comunale, Gaetano Scarcella, evidenziando la necessità di «procedere uniti nella risoluzione dei problemi». Dalle relazioni scientifiche è emerso che non sarà più possibile ripristinare i lungomari così com’erano. Strutture rigide e strade a ridosso della battigia, nate per difendere la costa, hanno spesso contribuito a comprimere la spiaggia e ad accelerare l’erosione. La prospettiva indicata punta a restituire spazio al mare e a ripensare la mobilità, alleggerendo il traffico sul fronte costiero e valutando soluzioni alternative, dalla valorizzazione dell’autostrada come tangenziale jonica alla riconversione di aree ferroviarie dismesse. Dal confronto nasce l’idea di un piano strategico per l’intera riviera jonica, capace di integrare tutela ambientale, sicurezza e sviluppo. Per il tratto tra Scaletta e Schisò si fa strada anche l’ipotesi di una legge speciale che concentri risorse e strumenti normativi su un’area fragile e omogenea. «Harry è stata una pagina difficile – ha concluso Scarcella – ma può diventare l’occasione per costruire un nuovo modo di abitare la costa, in equilibrio con il mare».