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Post ciclone

Litorale jonico, 60 giorni per rinascere dopo “Harry”

Tra la corsa ai fondi Irfis e l'incognita sulla scadenza delle concessioni demaniali, il comparto dei balneari fa fronte comune a Mascali: «Investire è un dovere morale, ma servono certezze burocratiche e legali»

24 Febbraio 2026, 07:00

Litorale jonico, 60 giorni per rinascere dopo “Harry”

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Sessanta giorni. È questo il tempo che separa i titolari degli stabilimenti balneari della costa jonica dall'inizio della stagione estiva. Una corsa contro il tempo che quest'anno non riguarda solo la manutenzione ordinaria, ma una vera e propria ricostruzione. Dopo la devastazione del ciclone Harry di gennaio, gli imprenditori del litorale fanno squadra: l'obiettivo è risalire la china, ma tra le macerie delle mareggiate spuntano le incognite della burocrazia regionale.

Per molti, l'unica ancora di salvezza è rappresentata dai bandi della Regione Siciliana, con l'intervento finanziario dell'Irfis. Numerosi operatori hanno già aderito agli avvisi in scadenza a fine mese per intercettare i fondi necessari a riparare i danni strutturali.

Orazio Monsone, titolare dello storico Lido Monsone, baluardo del turismo mascalese sin dal 1956, non intende ammainare la bandiera e si dichiara moderatamente ottimista. La sua struttura, come altre dieci realtà permanenti del litorale jonico, è stata pesantemente colpita dalla mareggiata di gennaio, con danni stimati intorno ai 300mila euro. «È un dovere morale ripartire - afferma Monsone - ma i nodi da sciogliere sono ancora molti. Oltre ai danni strutturali che sono notevoli, chiediamo l'autorizzazione a rimontare gli stabilimenti balneari laddove si trovavano in origine. Al netto dei ristori occorre guardare anche avanti. La scadenza delle concessioni demaniali, prevista tra un anno inevitabilmente, frena gli entusiasmi di chi come la mia attività imprenditoriale deve investire centinaia di migliaia di euro oggi, senza avere la certezza di poter operare domani. Da qui la necessità di presupposti legali certi, prima di impegnarsi in investimenti a lungo termine».

In questo quadro la forza del "fare rete" sta permettendo agli imprenditori che operano sul litorale che da Sant'Anna si estende sino a Fiumefreddo e Calatabiano, di presentare istanze collettive alla Regione, sperando che la macchina burocratica sia rapida. Ieri si è svolta una nuova riunione operativa a Fondachello che ha coinvolto quasi una trentina di titolari di lidi di Mascali e Fiumefreddo, ristoratori e commercianti, per tracciare una precisa linea di azione.

Carmelo Portogallo, promotore del raggruppamento, conferma che insieme si sta pianificando la richiesta degli indennizzi e, in questo senso, il gruppo di imprenditori si sta avvalendo del supporto di un ingegnere incaricato di periziare con precisione i danni strutturali subiti dalle strutture permanenti e amovibili e di un commercialista per districarsi tra i bandi regionali, le istanze Irfis e la complessa rendicontazione necessaria per sbloccare i fondi.

«Muoversi in gruppo - afferma Portogallo - ci permette di avere un peso specifico diverso nei confronti delle istituzioni regionali».