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Il colle di San Gerlando e la Cattedrale sono salvi: finiti i lavori, ora spazio al collaudo
Agrigento: vinta la sfida contro il fango. Addio al rischio frana dopo 5 anni di interventi
Il colle di San Gerlando visto dal versante nord
Con il collaudo statico, previsto per i prossimi giorni, si chiuderanno i lavori di consolidamento del versante nord della collina di San Gerlando.
L’impresa aggiudicataria, guidata dalla Protezione civile regionale, ha infatti completato anche gli ultimi interventi rientranti nel progetto di mitigazione del rischio geologico del secondo colle più alto della città, mettendo fine (almeno si spera) al pericolo connesso ad uno scivolamento a valle di quella parte di centro storico.
Un’emergenza che, si ricorderà, vide innanzitutto la Chiesa, con l’allora vescovo Franco Montenegro, e il parroco della cattedrale, don Giuseppe Pontillo, scendere in piazza con tutta la comunità per chiedere risposte e sicurezza. Una battaglia che la politica si è prima intestata, per poi dimenticarla rapidamente, fino a quando i lavori non sono partiti circa 5 anni fa con un finanziamento nazionale da circa 20 milioni di euro.
Lavori che hanno riguardato, va precisato, solo il colle: qui sono stati realizzati muri con terre armate e si è provveduto al monitoraggio e alla sistemazione idraulica dell’area. Questa fase era già terminata prima dell’estate, ma è stato necessario attendere l’autunno per provvedere alle opere di ingegneria ambientale, con la posa del patrimonio arboreo che dovrà svolgere la sua importantissima funzione di consolidamento del terreno.
Altro discorso è quanto fatto sul Duomo. Si ricorderà, infatti, come si assistette ad un braccio di ferro tra Protezione civile e consulenti dell’Arcidiocesi sulla tipologia di lavori da effettuare. I primi proponevano infatti una pesante cementificazione del bene di culto, mentre la Chiesa agrigentina, affidandosi al progettista Teotista Panzeca, volle sperimentare (con successo) un sistema di catene inguainate che hanno restituito, come si dice in termini tecnici, “struttura scatolare” alla Cattedrale. Una soluzione che in molti guardarono con sospetto se non con scherno ma che, dicono gli ultimi rilevamenti, sta funzionando.
Una volta completato il collaudo cosa accadrà? La Protezione civile procederà alla consegna delle opere a Comune e Arcidiocesi, cui spetterà poi la fase successiva, quella della manutenzione e del controllo. Se per i prossimi 2 anni sarà la ditta che ha realizzato i lavori ad occuparsi di pulizia e irrigazione del costone, poi questa incombenza – essenziale sul fronte dell’ingegneria ambientale – transiterà agli Enti pubblici.
Altro tema delicatissimo è quello che riguarda la sorveglianza. Lungo il colle sono stati posizionati infatti dei sistemi di monitoraggio attivo per verificare eventuali movimenti e altri che servono a intercettare eventuali perdite idriche e fognarie sulla via Duomo che potrebbero finire per danneggiare il colle. All’atto della consegna delle opere la Protezione civile trasferirà questi sistemi a uno degli Enti preposti, bisognerà capire quale.