24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 07:01
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Via Mattarella

Grotta discarica a Villa Trabia, l’assessorato: «Interverremo»

L'antica muchata stracolma di rifiuti pericolosi e bruciati. Necessari 15 giorni per la bonifica

24 Febbraio 2026, 06:15

Grotta discarica a Villa Trabia, l’assessorato: «Interverremo»

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L’antica muchata, la piccola grotta che si schiude sotto Villa Trabia, in via Piersanti Mattarela, non è più da molto tempo un sito di interesse culturale, ma una delle piaghe infette della città. Oltre una cancellata divelta ecco un cumulo soffocante di rifiuti indifferenziati, metalli arsi e carcasse di moto. Uno spazio lasciato da anni a marcire. Due anni fa un incendio rischiò di trasformare quello che era diventato il rifugio precario di due clochard in un’ara funebre. Le tracce nere del fumo sulle pareti di tufo sono ancora lì. La situazione si è andata solo cronicizzando e a nulla sono valsi i solleciti di intervento del presidente dell’ottava circoscrizione Marcello Longo.

Ma finalmente oggi c’è uno spiraglio «Entro quindici giorni - spiega la capo area delle Politiche ambientali, Giuseppina Liuzzol’area verrà chiusa per evitare gli accessi e contestualmente liberata dai cumuli di rifiuti accumulati. L’intervento sarà eseguito grazie a un accordo quadro, in collaborazione con l’ufficio Centro storico».

Essendo le grotte un sito di interesse geologico e speleologico, l'intervento non sarà solo di pulizia ma di restituzione di “dignità”. Tutte le operazioni di ripristino e la futura manutenzione specifica saranno coordinate con la Soprintendenza, per garantire che il bene venga tutelato adeguatamente. ll sito è vittima da anni di una “promiscuità” di competenze: è una struttura sotto un ponte (Opere pubbliche), attigua a una villa (Verde) ma non tecnicamente parte di essa. Dunque il bene è sfuggito alle responsabilità dirette dei vari uffici a causa dei frequenti cambi nel regolamento comunale dei servizi e negli assetti gestionali.

Per risolvere definitivamente questo stallo, Liuzzo ha dichiarato che si farà portavoce presso l’amministrazione dell’esigenza di modificare il regolamento e individuare un centro di competenza unico e definitivo, affinché non si debba più procedere per interventi straordinari ma si possa garantire una manutenzione a regime e la valorizzazione.