24 febbraio 2026 - Aggiornato alle 17:56
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Bellolampo

Rap, scontro sulla gara per i rifiuti, Todaro: «Comune unico insolvente»

L'impianto per il trattamento dell'organico fu danneggiato dal rogo del 2023, in budget 3,2 milioni per l'affidamento

24 Febbraio 2026, 07:00

Rap, scontro sulla gara per i rifiuti, Todaro: «Comune unico insolvente»

L'incendio del 2023

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Dove vanno a finire i rifiuti organici che differenziamo? Non tutti a Bellolampo visto che da due anni l’impianto di trattamento meccanico biologico va a singhiozzo e non è ancora chiaro quando si concluderanno i lavori per il ripristino delle aree dedicate alla gestione dell’organico che sono andate in fumo nell’incendio di settembre 2023. Nel frattempo la Rap, nella proposta di budget economico finanziario 2026, preventiva 3 milioni e 200 mila euro per il conferimento a privati del servizio di trattamento delle frazioni organiche.

«Comprendo che i tempi per un progetto siano lunghi ma sono passati due anni e mezzo» osserva Antonino Randazzo, consigliere comunale M5s, «per riparare i danni dell’incendio e rimettere in funzione l’impianto serve un milione e mezzo di euro e nel budget adesso spuntano oltre tre milioni per esternalizzare il servizio». Nel 2023 Bellolampo è stata colpita da due incendi, il più grave a luglio quando sono state colpite le discariche e poi a settembre quando il fuoco ha lambito gli impianti che servono a gestire sia i rifiuti indifferenziati che l’umido. «Dall’inizio di quest’anno abbiamo ripreso a trattare la parte organica al 50 per cento della nostra capacità» spiega il presidente della Rap, Giuseppe Todaro, «ancora l’investimento è da completare visto che servono i tempi tecnici dell’iter di autorizzazione per il ripristino di tutte le aree danneggiate, noi speriamo di concludere in sei o sette mesi».

Negli ultimi due anni la raccolta dell’umido ha funzionato grazie ad accordi con aziende che prendono l’organico e in cambio portano scarti di lavorazione indifferenziati, con un rapporto di dare/avere che dovrebbe rendere lo scambio poco oneroso per la partecipata. «Abbiamo prudenzialmente previsto i costi che dovremo sostenere perché nel budget i costi ci devono essere» aggiunge il presidente della Rap, «ma sono somme che poi in parte recuperiamo». Appena pochi giorni fa però il capo area Partecipate Roberto Giacomo Pulizzi aveva bacchettato la società sui crediti vantati e non riscossi nei confronti di alcune ditte private che con la partecipata hanno rapporti di dare e avere. «I crediti sono sotto controllo, non abbiamo contenziosi e facciamo subito le diffide se serve, basta aspettare un po’ e i conti si riallineano» spiega Todaro, «noi abbiamo soltanto un creditore che non paga ed è difficile da gestire: il Comune di Palermo che ci deve ancora 5,5 milioni di euro».