la sentenza
Si chiude il caso Palumbo: reato estinto dopo la messa alla prova a Casa Betania
Sicurezza degli uffici comunali di Favara: "Ereditati decenni di colpe, ora avanti a testa alta"
Antonio Palumbo, sindaco di Favara
Si è conclusa una delle vicende giudiziarie più dibattute e delicate degli ultimi anni per la città di Favara. Il procedimento penale a carico del sindaco Antonio Palumbo, scaturito dalle ispezioni condotte nell'aprile del 2023 nei locali comunali di San Francesco, si è risolto con una sentenza di non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato.
La vicenda trae origine dai controlli a tappeto effettuati dai funzionari dell'Asp e dalle Forze dell'ordine, che avevano riscontrato una serie di carenze strutturali e profili di rischio critici relativi alla sicurezza del patrimonio pubblico e degli ambienti di lavoro. Una situazione che, sebbene riconducibile a una stratificazione di inadempienze burocratiche e amministrative risalenti ai decenni precedenti, ha visto nell'attuale primo cittadino l'unico soggetto chiamato a rispondere legalmente in sede penale per le condizioni degli immobili.
Il percorso della "Messa alla prova"
Per giungere alla chiusura del fascicolo, l'imputato ha scelto di accedere all'istituto della messa alla prova. Si tratta di un percorso riabilitativo e riparativo che Palumbo ha svolto presso la struttura Casa Betania di suor Caterina, realtà d'eccellenza nel tessuto sociale agrigentino. Il completamento positivo di questo periodo di lavori di pubblica utilità ha permesso l'estinzione del reato. Resta tuttavia aperto il fronte amministrativo della vicenda: al primo cittadino verrà infatti comminata una sanzione pecuniaria per le irregolarità riscontrate all'epoca del blitz.
Lo sfogo del primo cittadino: «Assunto responsabilità non mie»
A margine della sentenza, il sindaco Palumbo ha affidato ai social un lungo sfogo, sottolineando l'eccezionalità del caso: "Sono stato, e forse rimarrò, il primo sindaco in Italia ad essere denunciato e mandato a processo per vicende connesse alle condizioni di scarsa sicurezza del patrimonio pubblico, anche se queste derivavano da inadempienze risalenti nei decenni".
Palumbo ha poi denunciato quello che ritiene essere stato un attacco non solo tecnico ma politico: "Ho subito gli effetti dei miei 'no', che hanno trasformato una situazione critica in uno strumento per provare a demolirmi umanamente e politicamente. Mi sono assunto sulle spalle tutte le responsabilità, affrontando la messa in prova con orgoglio in una realtà come Casa Betania che sento vicina ai miei valori".
Il futuro degli uffici: dal degrado alla modernità
Nonostante la sofferenza personale e familiare espressa nel post, il sindaco guarda al futuro amministrativo del Comune, citando come esempio di riscatto il recupero dei locali del Boccone del Povero, destinati a diventare uffici moderni e funzionali per la cittadinanza.
Il primo cittadino ha concluso il suo intervento ringraziando la famiglia, la sua Giunta, i consiglieri e il suo legale, l'avvocato Graziella Vella, ribadendo la volontà di proseguire il mandato "senza timori e a testa alta", chiudendo così un capitolo buio segnato da una responsabilità penale ereditata dal passato ma pagata in prima persona.