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Cronaca

Modica, i residenti di contrada Torre Cannata Olivieri prigionieri della paura

In un caso i ladri hanno agito mentre i proprietari si trovavano nella loro abitazione chiudendo il figlio nella propria stanza

23 Febbraio 2026, 21:53

Modica, i residenti di contrada Torre Cannata Olivieri prigionieri della paura

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Contrada Torre Cannata Olivieri non trova più pace. Quella che fino a poco tempo fa era una zona residenziale tranquilla è divenuta, nelle ultime settimane, il bersaglio privilegiato di una banda specializzata in furti in abitazione.

I colpi, ormai con cadenza quasi settimanale, hanno precipitato il quartiere in un clima di esasperazione e collera.

L’episodio più grave ha sfiorato la tragedia. Durante l’ennesima incursione, i malviventi si sono introdotti in casa mentre i proprietari erano presenti, rinchiudendo con disarmante freddezza il figlio della coppia nella sua stanza, dove stava dormendo.

Il giovane, destato nel cuore della notte, ha inizialmente scambiato i passi per quelli della madre; solo più tardi ha compreso la realtà: era stato segregato per consentire alla banda di agire indisturbata. Un trauma che supera di gran lunga il mero danno patrimoniale.

Il modus operandi descritto dalle vittime restituisce l’immagine di criminali esperti: serrature e infissi vengono forzati lasciando pochissime tracce, a testimonianza di una perizia notevole negli scassi.

Una volta all’interno, i “topi d’appartamento” mirano ai beni più sensibili. In un recente caso è stata divelta una cassaforte, con la sottrazione di gioielli, denaro contante e oggetti dal forte valore affettivo.

La periodicità dei raid lascia supporre un monitoraggio attento e continuativo dell’area.

La reazione della comunità è stata immediata. Stanchi di vivere nel terrore e di sentirsi violati nella propria intimità, i residenti si sono riuniti in una partecipata assemblea presso la chiesa della SS. Trinità.

Il clima, teso e segnato da un profondo senso di impotenza, ha condotto a una decisione unanime: non è più possibile attendere. È stato deliberato l’invio di un appello formale al Prefetto di Ragusa e alle forze dell’ordine per richiedere un presidio stabile del territorio e interventi tempestivi.

Non possiamo più dormire sonni tranquilli,” riferisce un residente. “Ogni rumore nella notte diventa un allarme. Chiediamo sicurezza, non ronde private o soluzioni d’emergenza, ma la presenza dello Stato.”

L’allerta resta alta. Mentre gli investigatori analizzano i rilievi raccolti nelle abitazioni colpite, la cittadinanza attende risposte concrete. Il timore diffuso è che l’esasperazione possa sfociare in iniziative autonome se non arriverà un segnale chiaro e forte dalle istituzioni.