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Il racconto

Mattarella a Niscemi, la visita (a sorpresa) che dà speranza alla città ferita dalla frana

Il Capo dello Stato è arrivato con l'intento di rendersi conto di quale è la situazione. Una passeggiata nella zona rossa con l’elmetto protettivo giallo assieme al sindaco e al capo della protezione civile nazionale

23 Febbraio 2026, 22:13

Mattarella a Niscemi, la visita (a sorpresa) che dà speranza alla città ferita dalla frana

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«Pronto, sono Sergio Mattarella. A Niscemi verrò e lei lo saprà prima». Quella frase detta qualche settimana fa al telefono sembrava un sogno, ieri è la realtà.

A riceverla è stato don Giuseppe Cafà, il parroco del Sacro Cuore che fin dallo scorso 25 gennaio è stato accanto agli sfollati, cercando tra le tante case sfitte o in vendita un tetto a chi ha dovuto abbandonare l’abitazione.

Così una sera, dopo l’ennesima giornata tra telefonate, lacrime e anche un po’ di scoramento, ha acceso il computer e con una mail si è rivolto direttamente al Capo dello Stato il quale dopo qualche giorno gli ha telefonato. Oggi dopo la semplice stretta di mano lo ha ribadito: «Grazie per la mail, buona missione. Non vi abbandoniamo».

Anche il sacerdote ha saputo della visita del Capo dello Stato stamattina mentre consegnava alla dirigente scolastica Licia Salerno la cartoleria ricevuta attraverso una donazione (l’ennesima in un mese dal disastro). E anche la dirigente del plesso Salerno, sfollato perché in zona rossa, ha saputo che lo avrebbe incontrato mentre si trovava in tutt’altra scuola.

È stato il sindaco Massimiliano Conti a contattarla: «Viene il Capo dello Stato al plesso Mario Gori». E qui tra bandierine, selfie e la frase «per favore non mi interrogate», nonno Sergio ha fatto breccia sul cuore dei più piccoli, in quelli che hanno vissuto il dramma di abbandonare la loro casa. Alcuni di loro non vi potranno più fare ritorno.

Negli occhi delle insegnanti l’emozione di un evento «unico» dopo le lacrime versate lo scorso 2 marzo quando le scuole sono state riaperte per dare inizio alla normalità dopo la frana di cinque chilometri. Tra i piccoli, con gli zaini grandi, l’emozione di aver incontrato «quello della televisione, il Capo dello Stato», dice Carlo al nonno. «Gli abbiamo detto grazie», racconta sorridente. Tra un compleanno in classe e le mani strette alle insegnanti Mattarella ha voluto lasciare il segno su una città ferita.

Prima ancora di raggiungere la scuola il Presidente della Repubblica ha sorvolato la frana a bordo di un elicottero, poi si è recato in piazza Vittorio Emanuele dove ha stretto la mano a chi dallo scorso 25 gennaio sta lavorando per il ritorno alla normalità. Ad accoglierlo diverse persone in piazza pronte a scattare fotografie e ad applaudirlo. O meglio, non si aspettavano lui ma il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini (che verrà nei prossimi giorni, mentre domani arrivano di mattina Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte di pomeriggio) e quando hanno visto l’auto presidenziale c’è stato chi non ha retto l’emozione.

«La mia casa si trova a 20 metri dalla frana - ha raccontato Roxana Ungureanu - abbiamo perduto tutto». E con la voce rassicurante il Capo dello Stato ha detto: «Ci siamo e stiamo lavorando per Niscemi. So che è difficile, qui c’era la vostra vita. Sono venuto per far vedere che il sostegno si mantiene alto». E poi ancora strette di mano e i 700 metri a piedi per raggiungere il Belvedere, «u tunnu» per i niscemesi.

Una passeggiata nella zona rossa con l’elmetto protettivo giallo e con accanto il sindaco Massimiliano Conti, il viceprefetto Ferdinando Trombadore (il prefetto Licia Messina l’ha incontrata all’elipista) e il capo della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano. «Sindaco non molli, qui bisogna ricostruire e ripartire. Mi informi di tutto», ha detto Mattarella al primo cittadino. «Ha lo sguardo di un padre - ha aggiunto poi il sindaco - trasmette sicurezza e io questo sentimento l’ho avuto».

Tra le tante persone che ha ascoltato c’è Chiara Nanfaro che ha perduto la figlia Aurora Pitino, 9 anni, lo scorso gennaio per un incidente autonomo lungo la Sp11, unica strada rimasta aperta al transito e ha lanciato l’appello: «Presidente, la faccia mettere in sicurezza».

Dopo la visita al Belvedere l’incontro veloce con l’architetto Roberto Palumbo, 76 anni, che lo scorso 1 marzo ha visto crollare nel vuoto la casa da lui progettata e costruita con tanti sacrifici. E come è avvenuto davanti a Giorgia Meloni le lacrime - coperte dagli occhiali da sole - hanno preso il sopravvento. «Mi fa piacere che lei sia qua, grazie presidente».

Mattarella poco prima delle 13 prende nuovamente l’elicottero per raggiungere Palermo. «Non mi aspettavo che i tempi per il suo arrivo a Niscemi fossero così brevi - dice don Giuseppe Cafà - quella lettera io l’ho mandata con il cuore di chi conosce questa realtà e ha visto la sofferenza di tante famiglie. Mi ha fatto veramente piacere incontrarlo».

Il sindaco Massimiliano Conti a Mattarella lo ha incontrato anni fa durante un incontro dell’Anci. Ma il clima era diverso, non aveva il peso di una città ferita, di 1500 famiglie sfollate e di una macchina burocratica che ora deve viaggiare veloce in attesa che inizino gli interventi per il ritorno alla normalità. Ma fino a quando le relazioni geologiche non saranno pronte togliere le transenne dai 150 metri dalla frana - che sembra essersi addormentata dopo tanto fragore - è un desiderio chiuso nel cassetto del tempo.

«Ci ha portato un messaggio importantissimo per la nostra comunità, di vicinanza e presenza delle istituzioni. Ci ha detto di lavorare, lavorare, lavorare, soprattutto per i più giovani», dice Conti. E questa sarà la sua missione per i prossimi 370 giorni di sindacatura.