Catania
"Naumachia", Riesame scarcera Lizzio: così cambiano gli assetti della droga a Librino
Simone Lizzio torna libero: il Riesame dichiara inefficace l'ordinanza "Naumachia", coinvolgimenti con l'inchiesta "Malerba" e patteggiamento che rende già efficace la condanna
Blitz Malerba a Catania
Simone Lizzio è tornato libero. Il Tribunale del Riesame di Catania, dopo l'annullamento con rinvio della Cassazione, ha dichiarato l'inefficacia dell'ordinanza applicata la scorsa estate nell'operazione "Naumachia". Una sorta di concatenazione di reati a catena ha determinato una retrodatazione dei termini che ha portato alla scarcerazione del giovane che era già stato coinvolto nell'inchiesta Malerba. Entrambe le indagini sono state condotte dai carabinieri.
Lizzio non è un nome di calibro. Si occupa di spaccio a Librino. Precisamente al viale Moncada 10. Era collegato al gruppo di Giuseppe Pistone e Sam Privitera (oggi collaboratore) dei Nizza, organico ai Santapaola-Ercolano. In alcune intercettazioni sul controllo dello spaccio nella fiorente via Capo Passero di qualche anno fa, Lizzio dice la sua. C'erano lamentele sulla governance di Antonio Raimondo, "cipollina". L'indagato è più un esecutore che un comandante. Ma in un momento di vuoto di presenze, anche una figura come lui potrebbe prendere un posto di rilievo negli affari dello spaccio di droga.
E così Lizzio si presenterà il 4 marzo davanti al gup - per l'udienza preliminare di Naumachia - da uomo libero. Il processo Malerba in primo grado si è chiuso con una raffica di condanne: l'appello è quasi all'epilogo. Per Lizzio si è già aperta la strada del concordato, che significa rendere efficace immediatamente la condanna.
Il ricorso per Cassazione è sempre aperto in verità: ma la probabilità, dopo un accordo di pena fra le parti, di dichiararlo inammissibile è quasi del 100%.

