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Il dibattito

Carne di cavallo, il divieto e il rischio di "ingrossare" la macellazione clandestina

Una proposta di legge che potrebbe aprire nuove sacche di illegalità, già purtroppo esistenti attorno a puledri e stalloni

24 Febbraio 2026, 00:37

Carne di cavallo, il divieto e il rischio di "ingrossare" la macellazione clandestina

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Il cavallo è uno status symbol criminale a Catania. Lo ha detto chiaramente anche il procuratore Francesco Curcio alla Commissione sulle zoomafie qualche mese fa. Parole che diventano di grande attualità mentre è apertissimo il dibattito sulla proposta di legge che vuole portare al divieto del consumo della carne di cavallo. I parlamentari nazionali e regionali paventano interrogazioni e mozioni, citando perdite economiche e occupazionali, ma sono i cultori dell'affascinante animale che lanciano un allarme. Un corto circuito. Chi conosce bene le dinamiche illecite, soprattutto catanesi, che ruotano attorno alla figura del cavallo. Una normativa stringente rischierebbe di ingrossare le sacche di illegalità, come quella della macellazione clandestina direttamente collegata alle corse. Le parole, rilasciate a La Sicilia, dagli operatori dell'Istituto di Incremento Ippico aprono quindi scenari di riflessione da non sottovalutare. 

Non di meno, la macellazione clandestina e l'introduzione illegale di carne equina nella filiera agroalimentare è un capitolo dell'inchiesta condotta dalla commissione parlamentare d'inchiesta proprio sulle competizioni illegali di cavalli. «Un fenomeno che rappresenta un grave rischio per la popolazione. Un medico veterinario, audito dai commissari, ha raccontato che «esiste il forte sospetto, basato su un "sentito dire" e "chiacchiere informali" (da radio-ippodromo) che molti animali  da corsa a fine carriera essendo nella grande maggioranza non Dpa, non destinati alla produzione alimentare, vengano avviati alla macellazione vietata». Il veterinario ritiene che questo fenomeno, assieme alle corse clandestine, sia fra i più gravi in quanto sfugge a ogni regola e garanzia di benessere animale. E i timori, si legge nell'inchiesta presentata qualche mese fa proprio a Catania, dalle attività investigative delle forze dell'ordine. Sono stati eseguiti, infatti, molti sequestri di carne equina con la denuncia di titolari di ristoratori e macellai. Il teatro più affollato (e illegale) è via Plebiscito e San Cristoforo a Catania. Le violazioni più comuni sono: mancata tracciabilità della carne, cattivo stato di conservazione e gravi carenze igienico sanitarie.

E c'è la preoccupazione che molti animali destinati alla macellazione abusiva siano cavalli non idonei al consumo umano in quanto trattati con sostanze farmacologiche vietate. «Voi sapete che a parte le corse, vi è un problema di macellazione dei cavalli, perché la carne di cavallo è considerata un cibo particolarmente prelibato ed è consumato specie nei quartieri più popolari della città di Catania», ha detto il procuratore Curcio in audizione. E l'aggiunto Scavone ha precisato: «La vendita della carne di cavallo sulle strade è un altro problema che ha a che fare con la filiera della macellazione clandestina e, anche in questo caso, con difficoltà molto elevate e ci si muove su vari piani. Devo dire che la diffusività del fenomeno rende tutto più complesso perché è un fenomeno criminale ma anche sociale». 

I commissari parlamentari hanno concluso il paragrafo evidenziando che «la mancanza di risorse umane e unità di polizia in grado di "seguire" le vicende circolatorie del cavallo e, dunque, stigmatizzare fenomeni incresciosi come la macellazione abusiva, con pregiudizio, chiaramente anche per i consumatori finali in caso di contaminazione della carne equina». I fautori della proposta di legge magari hanno pensato che il divieto potesse fermare l'indotto criminale, ma il proibire una tradizione culinaria così storica e radicata - forse - creerebbe solo nuove tentazioni illecite. E clandestine.