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Lavoro

La società farmaceutica Sifi "ristruttura" e annuncia 52 licenziamenti: sit-in dei lavoratori davanti alla Confindustria

Gli esuberi sono stati comunicati il 9 gennaio. Da allora, sindacati e azienda si sono incontrati diverse volte senza riuscire a raggiungere un accordo. Prossimo appuntamento giovedì

24 Febbraio 2026, 07:55

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La società farmaceutica Sifi "ristruttura" e annuncia 52 licenziamenti: sit-in dei lavoratori davanti alla Confindustria

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«Stiamo puntando sulla ricollocazione, ma giovedì sarà un momento di svolta. Capiremo tante cose». I sindacalisti sono cauti: la procedura di licenziamento aperta dalla Sifi, la società di Aci Sant'Antonio che produce farmaci e lenti intraoculari, è in corso e la trattativa è proprio alle fasi iniziali. E questo anche se, per legge, la procedura prevede 45 giorni per trovare un accordo con i sindacati, prorogabili per altri 30 (e ne sono già stati chiesti 15). «Il sit-in sarà il primo momento pubblico», spiega Jerry Magno, segretario generale della Filctem Cgil. «È una manifestazione unitaria», gli fa eco Stefano Trimboli, di Femca Cisl.

L'appuntamento è per il 26 febbraio, alle 15, davanti alla sede di Confindustria in viale Vittorio Veneto. È lì che l'azienda e i rappresentanti sindacali si incontreranno dopo che, fino a questo momento, le loro posizioni sono state inconciliabili. Il 9 gennaio 2026, con una lettera, Confindustria Catania comunicava a Centro per l'impiego e parti sociali l'avvio della procedura di riduzione del personale per conto della Sifi spa.

Su un organico complessivo di 369 lavoratori, bisogna dare una sforbiciata a 52, sostiene l'azienda, acquistata a settembre 2025 dal gruppo spagnolo Faes Farma. L'obiettivo della società iberica è quello di continuare a espandersi nel segmento della scienza e dell'innovazione, si legge nella nota di Confindustria. Ed è questa espansione che giustifica, secondo la lettera, «una riorganizzazione della struttura di Sifi spa», che esiste dal 1935.

Questa ristrutturazione aziendale «comporta l'eliminazione di posizioni ritenute eccedenti e non consente il mantenimento dell'attuale livello occupazionale». Scorrendo l'elenco, si nota che ci sono esuberi sia fra i quadri sia fra gli impiegati. Non vengono toccati, invece, gli operati direttamente addetti alla produzione farmaceutica.

«L'azienda ha proposto incentivi all'esodo a scaglioni che però, finora, non abbiamo ritenuto di potere accogliere», spiega Magno. Si tratta, cioè, del pagamento di una serie di mensilità in proporzione all'anzianità all'interno dell'azienda. «Noi puntiamo al fatto che si apra una procedura di esodo volontario incentivato - continua il segretario Filctem Cgil - che sia aperto a tutta l'azienda e che ci permetta, quindi, di ricollocare chi invece vuole rimanere».

«L'azienda ha confermato gli investimenti e l'intenzione di lavorare sulla solidità della Sifi - interviene Trimboli - Abbiamo chiesto di ricevere la pianta organica a prescindere dalla procedura di licenziamento, in modo da potere avere un quadro chiaro di quello che sta accadendo. Loro hanno confermato, e ci tengono a ribadirlo, che gli investimenti sono confermati. Potrebbe esserci del margine per spostare ai reparti produttivi, a parità di retribuzione, parte del personale amministrativo.

Ma non è detto che questo demansionamento possa funzionare per i 52 esuberi annunciati. Che giovedì scenderanno in strada, rendendo pubblica una vertenza che, finora, si è tenuta sottotraccia.