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INCIDENTE SUL LAVORO

Operaio di 30 anni morto al pontile di Gela: arriva la sentenza di Appello, assolti due manager di Eni e la società della raffineria

Gianfranco Romano è stato schiacciato da un tubo di otto tonnellate, 14 anni fa. L'accusa era di omicidio colposo. Sette imputati condannati a pene fra i cinque e i quattro mesi di reclusione

24 Febbraio 2026, 09:59

Operaio di 30 anni morto al pontile di Gela: arriva la sentenza di Appello, assolti due manager di Eni e la società della raffineria

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Assoluzione per due manager dell’Eni, Bernardo Casa e Fabrizio Zanerolli, e per la società ex Raffineria di Gela. È la sentenza emessa a conclusione del processo di secondo grado per la morte dell’operaio trentenne Gianfranco Romano, deceduto 14 anni fa nell’area della radice pontile del sito di Gela.

La decisione è della Corte d’Appello di Caltanissetta nel procedimento "bis" per omicidio colposo incardinato dopo un precedente annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. Sono state rideterminate invece le pene per sette imputati, la cui responsabilità era stata già accertata dalla Corte di Cassazione: cinque mesi di reclusione ciascuno a Nicola Carrera, Marco Morelli, Sandro Iengo, Serafino Tuccio, Rocco Fisci e Mario Giandomenico e quattro mesi per Salvatore Marotta.

Confermata la responsabilità amministrativa per altre due società a giudizio, la Sgs Sertec e la Cosmi sud, i cui legali hanno già preannunciato un nuovo ricorso in Cassazione. La Cosmi sud è l’azienda alle cui dipendenze lavorava l’operaio deceduto, schiacciato da un tubo da otto tonnellate.