La replica
Bimbo di tre anni morto a Taormina dopo dieci mesi di calvario, l'ospedale: «Siamo addolorati, ma il trapianto era impossibile»
Per atto dovuto, dopo la denuncia, 15 componenti del personale sanitario sono indagati. Per il piccolo, dicono dal Centro di cardiochirurgia pediatrica, non c'era niente da fare
Trasparenza e piena collaborazione con i familiari e i consulenti. L’ospedale di Taormina ha inviato una nota dopo la notizia dell’inchiesta (con iscrizione nel registro degli indagati di 15 componenti del personale sanitario per atto dovuto dopo la denuncia) del caso della morte di un bimbo di tre anni affetto da una patologia cardiaca.
«Si precisa che il bambino è stato trasferito nei reparti intensivi del Centro di cardiochirurgia pediatrica (Ccpm) - scrivono i vertici della struttura - in condizioni agoniche per quadro di disfunzione del muscolo cardiaco associato a malfunzione della valvola mitrale. Senza entrare nei dettagli del trattamento eseguito che sono oggetto di valutazione giudiziaria - aggiungono - si sottolinea che la complessità del trattamento del piccolo sia stata supportata dal continuo confronto con i massimi esperti italiani della terapia dello scompenso cardiaco, dell’assistenza meccanica al circolo e della diagnostica istologica delle alterazioni del miocardio».
«Inoltre, in questi lunghi mesi, numerosi colleghi di differenti specialità consulenti nominati dalla famiglia e dai loro legali - argomentano dal Ccpm - hanno avuto pieno e trasparente accesso alle informazioni cliniche e alle strategie terapeutiche adottate con un continuo confronto con i curanti. Relativamente al trapianto cardiaco la strategia è stata condivisa con tre dei sei centri italiani autorizzati a tale procedura (ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, ospedale Sant’Orsola di Bologna e università di Padova) cui il bambino è stato riferito per accedere al programma di trapianto cardiaco e che tali istituzioni unanimemente abbiano considerato tale opzione non realizzabile».
«L’esito infausto - concludono - dopo un anno di tentativi di recuperare la funzione del cuore del bambino o di recuperare la possibilità di eseguire il trapianto cardiaco lascia i sanitari del Ccpm profondamente addolorati ma sereni sulle strategie di assistenza adottata».
